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Spesometro d'obbligo per chi emette fattura

del 06/08/2013
di: Franco Ricca
Spesometro d'obbligo per chi emette fattura
L'emissione della fattura, di qualsiasi importo, obbliga alla compilazione dello spesometro, anche se il destinatario è un privato consumatore. Un'eccezione transitoria è prevista per i commercianti al minuto e soggetti assimilati (artigiani, ristoratori ecc.) e per le agenzie di viaggio, che per le operazioni del 2012 e del 2013 dovranno segnalare soltanto le fatture di importo pari o superiore a 3.600 euro.

Questi alcuni aspetti della disciplina dello spesometro in versione 2.0, desumibili dal provvedimento dell'Agenzia delle entrate del 2 agosto 2013 (si veda ItaliaOggi del 3 agosto), che ha approvato il nuovo tracciato e le relative specifiche tecniche. Per la compilazione, in mancanza di istruzioni a corredo del modello, saranno comunque necessarie ulteriori indicazioni.

Dal punto di vista formale, va ricordato che il nuovo tracciato è polifunzionale, giacché accorpa in un unico modello più adempimenti; tra l'altro, dovrà essere utilizzato per la comunicazione delle operazioni con paesi «black list» effettuate a partire dal 1° ottobre 2013, in sostituzione del modello approvato con provvedimento del 28 maggio 2010, ferma restando la frequenza e il termine di presentazione fissati dal dm 30 marzo 2010.

Ambito oggettivo dello spesometro. In seguito alle modifiche apportate alla norma istitutiva dall'art. 2 del dl n. 16/2012, i soggetti passivi dell'Iva sono tenuti a comunicare i corrispettivi delle operazioni rilevanti ai fini dell'imposta, relativi alle:

a) operazioni, rese e ricevute, per le quali sussiste l'obbligo di fattura;

b) operazioni, rese e ricevute, per le quali non sussiste l'obbligo di fattura, se di importo unitario pari o superiore a 3.600 euro al lordo dell'Iva.

A queste operazioni, il provvedimento dell'Agenzia aggiunge le operazioni in contanti legate al turismo, effettuate dai soggetti di cui agli artt. 22 e 74-ter nei confronti di turisti esteri, di importo pari o superiore a mille euro; lo spesometro dovrebbe quindi incorporare la comunicazione preventiva di cui all'art. 3, comma 2-bis, del dl n. 16/2012.

Sciogliendo uno dei dubbi generati dalla lettera della norma, il provvedimento chiarisce che l'emissione «spontanea» della fattura, quale titolo di certificazione dei corrispettivi, comporta l'assolvimento dell'obbligo a prescindere dall'importo. Al riguardo, in sede di prima applicazione dello spesometro come rimodulato dal dl n. 16/2012, il provvedimento stabilisce che ai soggetti di cui ai citati artt. 22 e 74-ter, relativamente alle operazioni degli anni 2012 e 2013, «è consentita la comunicazione delle operazioni attive per le quali viene emessa fattura di importo unitario pari o superiore a 3.600 euro» al lordo dell'Iva, in tal modo esonerando dalla comunicazione le fatture «sotto soglia» emesse dai contribuenti non tenuti all'emissione della fattura.

La semplificazione non è estensibile ai contribuenti obbligati all'emissione della fattura; pertanto i professionisti dovranno comunicare tutte le fatture emesse, anche se di importo modesto e indipendentemente dal trattamento Iva dell'operazione (l'obbligo sussiste, per esempio, per i medici esenti).

Modalità della comunicazione. Anche se la norma stabilisce che le operazioni di cui alla lettera a) devono essere comunicate in forma cumulativa, cioè per l'importo complessivo annuo con ciascuna controparte, mentre quelle della lettera b) devono essere compilate in forma analitica, il provvedimento dell'Agenzia accorda maggiore libertà, prevedendo che il contribuente possa optare se redigere la comunicazione analitica (per ciascuna operazione) oppure in forma aggregata (per ciascuna controparte). Questa seconda opzione non è però ammessa per la comunicazione:

- degli acquisti da operatori sammarinesi

- degli acquisti e delle cessioni con produttori agricoli marginali

- degli acquisti di beni e di prestazioni di servizi legate al turismo. Nella comunicazione analitica dovrà essere specificata anche la data di registrazione di ciascuna fattura attiva e passiva. La rilevazione di questo elemento, invero, non è attualmente prescritta dalle disposizioni in materia di registrazione; va però osservato che l'art. 50-bis del dl n. 69/2013, in corso di conversione in legge, aggiunto durante i lavori parlamentari, prevede l'emanazione di un regolamento per ridefinire le informazioni da annotare nei registri Iva.

I termini. A regime, lo spesometro deve essere inviato entro il 10 aprile (contribuenti mensili) ovvero entro il 20 aprile (contribuenti trimestrali) dell'anno successivo a quello di riferimento. Per le comunicazioni relative alle operazioni dell'anno d'imposta 2012, i termini sono invece il 12 novembre 2013 (mensili) e il 21 novembre 2013 (trimestrali). Per la comunicazione delle operazioni con paesi «black list», come detto, restano fermi i termini stabiliti dal dm 30 marzo 2010. La comunicazione degli acquisti da San Marino, invece, per la quale l'uso del nuovo modello polivalente è obbligatorio a partire dalle operazioni annotate dal 1° ottobre 2013, dovrà essere inviata, in modalità analitica, entro l'ultimo giorno del mese successivo a quello di annotazione (anziché entro cinque giorni, come finora stabilito da una circolare ministeriale).

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