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Contraffazione Ue, affari da un miliardo di euro

del 06/08/2013
di: Tancredi Cerne
Contraffazione Ue, affari da un miliardo di euro
Un miliardo di euro di beni contraffatti sequestrati alle dogane europee. A tanto ammonta il valore degli oltre 40 milioni di prodotti bloccati lo scorso anno dalla polizia di frontiera per sospetta violazione dei diritti di proprietà intellettuale. I numeri, che sono stati presentati ieri a Bruxelles nel corso della relazione annuale della Commissione sulle azioni delle dogane, hanno mostrato un leggero arretramento sia nella quantità che nel valore dei beni sequestrati alla frontiera (1,2 miliardi nel 2011). A fare la parte del leone il Regno Unito con 25.946 interventi, seguito a ruota dalla Germania con 22.784 sequestri e dal Belgio che, però, evidenzia il distacco dai primi due con 6.692 interventi. E l'Italia? Le autorità della penisola hanno effettuato 5.190 sequestri nel 2012, rispetto ai 5.135 di un anno prima.

Drastica riduzione, invece, del numero di prodotti contraffatti bloccati dagli agenti dello stivale. Si è passati, infatti, dai 29,9 milioni del 2011 ai 6,1 del 2012, per un riduzione complessiva nell'ordine dell'80%. In termini merceologici, la principale categoria di beni intercettata sono state le sigarette (31%), seguite da articoli vari (come bottiglie, lampade, colla, batterie, detersivi pari al 12% del totale) e dai materiali da imballaggio (10%). E quasi il 70% degli interventi ha continuato a riguardare i pacchi inviati per posta o per corriere. Mentre il 23% dei sequestri effettuati attraverso il traffico postale ha interessato medicinali. «Continuerò a premere affinché la protezione dei diritti di proprietà intellettuale in Europa sia ulteriormente rafforzata grazie alla collaborazione con i nostri partner internazionali, con gli esponenti del settore e con gli stati membri», ha ribadito il commissario europeo per la fiscalità e l'unione doganale, Algirdas emeta. Quanto ai Paesi di provenienza dei prodotti contraffatti, la principale fonte di approvvigionamento ha continuato a essere la Cina, anche se, per determinate categorie di prodotti hanno prevalso altri paesi, come: il Marocco per i prodotti alimentari, Hong Kong per Cd, Dvd e prodotti del tabacco (in particolare le sigarette elettroniche e le loro ricariche), e la Bulgaria per i materiali da imballaggio. Nota, inoltre, la sorte dei prodotti intercettati dalle autorità e bloccate alla frontiera. emeta ha, infatti, precisato che «il 90% di tutte le merci è stato distrutto oppure oggetto di un procedimento giudiziario per accertare la violazione».

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