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Incentivi all'esodo cumulabili

del 03/08/2013
di: di Daniele Cirioli
Incentivi all'esodo cumulabili
La prestazione per l'esodo anticipato è cumulabile con il reddito di lavoro dipendente o autonomo. Pertanto, se dopo il licenziamento per esubero si dovesse rioccupare il lavoratore potrà intascare in toto sia la retribuzione-pensione (l'incentivo all'esodo) sia il nuovo reddito da lavoro. Lo spiega, tra l'altro, l'Inps nella circolare n. 119/2013, illustrando la misura introdotta dalla riforma Fornero per risolvere le eccedenze di personale in azienda, senza intervento di risorse pubbliche. La prestazione non è invece reversibile, non dà diritto ad aggiunte di famiglia (assegni familiari) e, quando erogata prima dei 62 anni, è soggetta alle riduzioni dell'ultima riforma pensionistica.

Datori di lavoro interessati. La misura si rivolge a tutti i datori di lavoro, di qualsiasi settore di attività, che impieghino in media più di 15 dipendenti. Tale media, precisa l'Inps, in analogia a quanto previsto per le altre misure a sostegno del reddito, si calcola prendendo a riferimento la forza aziendale del semestre precedente la data di stipula dell'accordo sindacale relativo agli esuberi. Nel computo dei dipendenti occupati si ricomprendono tutti i lavoratori di qualunque qualifica (lavoranti a domicilio, dirigenti ecc.), con esclusione di apprendisti e assunti con contratto d'inserimento e reinserimento lavorativo. Il lavoratore assente, anche se non retribuito (per esempio per servizio militare o per gravidanza), è escluso dal computo solo se in sua sostituzione risulta assunto altro lavoratore, nel qual caso sarà computato il sostituto. Nel semestre sono compresi anche i periodi di sosta attività e le sospensioni stagionali.

Lavoratori interessati. L'Inps spiega che la legge non individua requisiti specifici di accesso alla prestazione, limitandosi a subordinarne l'erogazione al perfezionamento dei requisiti contributivi e anagrafici per il diritto alla pensione, compresi gli incrementi alla speranza di vita, entro il periodo massimo di fruizione della prestazione che è di quattro anni (48 mesi). E precisa che, per il perfezionamento del requisito contributivo, sono utili anche i periodi contributivi maturati all'estero (stati Ue, Svizzera, paesi See e paesi con convenzioni bilaterali). L'Inps precisa ancora che i lavoratori possono far valere periodi di contribuzione in gestioni dei lavoratori autonomi (coltivatori diretti, mezzadri, coloni, artigiani, commercianti) e, in presenza di più contribuzioni, l'accertamento del diritto alla pensione va fatta in base alle norme della gestione dei lavoratori autonomi nella quale il lavoratore ha contribuito da ultimo. Eventuali contributi versati per gli stessi periodi in più gestioni vanno computati una sola volta. L'Inps, infine, precisa che la prestazione è alternativa all'assicurazione sociale per l'impiego (Aspi).

Serve una fideiussione. Per accedere alla misura, il datore di lavoro deve presentare domanda all'Inps accompagnata da una fideiussione bancaria a garanzia della solvibilità (si ricorda, infatti, che il datore di lavoro è tenuto a garantire all'Inps la provvista finanziaria necessaria per l'erogazione ai lavoratori della prestazione e per l'accredito della contribuzione figurativa, si veda ItaliaOggi del 22 giugno). Il datore, inoltre, è tenuto a presentare telematicamente anche le domande di prestazione di ciascun lavoratore. Questi ultimi, invece, dovranno richiedere all'Inps l'accesso alla pensione vera e propria durante l'ultimo mese di erogazione della retribuzione-pensione.

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