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L 231, freno ai sequestri se il liquidatore è corretto

del 03/08/2013
di: Debora Alberici
L 231, freno ai sequestri se il liquidatore è corretto
Meno sequestri ai sensi della «231» sui beni delle società coinvolte nell'inchiesta penale. La misura non può, infatti, essere disposta, nonostante il falso in bilancio degli amministratori, se il liquidatore garantisce una buona gestione del patrimonio dell'azienda.

Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 33765 del 2 agosto 2013, ha accolto il ricorso del secondo liquidatore di un'azienda finita nel mirino degli inquirenti ai sensi della «231» per il falso in bilancio di cui erano sospettati i suoi manager.

La vicenda riguarda una srl i cui amministratori, e il primo liquidatore, erano sospettati di aver esposto delle voci false nel bilancio. Così le autorità avevano disposto il sequestro di alcuni immobili. Il liquidatore aveva sollecitato la revoca della misura, ma senza successo. Ciò perché il suo predecessore sembrava essere stato coinvolto nell'affare illecito.

A questo punto il manager ha fatto ricorso alla Suprema corte e, questa volta, lo ha vinto.

«Correttamente il ricorrente», scrivono i supremi giudici, «ha invocato il principio del ne bis in idem, la cui applicazione, sia pure limitata, è da riconoscere nel caso in esame, a seguito dell'ordinanza del tribunale del riesame di Padova, che ha, in ordine ai beni immobili della società, escluso l'esistenza di elementi idonei a far ritenere attuale il pericolo della dispersione degli immobili medesimi». Il tribunale ha inoltre sottolineato l'insufficienza, ai fini del riconoscimento di esigenze cautelari, del solo pregresso comportamento degli amministratori o gestori delle persone giuridiche rinviate a giudizio, alla luce dell'attuale gestione delle società, da parte di un liquidatore, e del mancato accertamento di atti o comportamenti che portino a ritenere una volontà di occultamento o sottrazione dei beni medesimi.

Insomma per risolvere il caso è stato determinante che il nuovo liquidatore non avesse alcun precedente giudiziario e penale, che potesse in qualche modo minare la sua affidabilità contabile e gestionale.

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