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La camera rimette in discussione il carcere preventivo

del 03/08/2013
di: di Beatrice Migliorini
La camera rimette in discussione il carcere preventivo
Lo svuota carceri torna alle origini, tra l'altro, per quel che riguarda il reato di atti persecutori, meglio conosciuto come stalking. Verso le battute finali, quindi, anche il decreto 78/2013. L'ala di Montecitorio, infatti, si appresta votarlo già lunedì, nonostante la commissione giustizia della camera non abbia ancora dato il via libera. Il sì a questa eccezione è arrivato direttamente dalla conferenza dei capigruppo, a seguito della proposta del ministro per i rapporti con il parlamento, Dario Franceschini. Grazie all'accordo trovato nei giorni scorsi in commissione giustizia alla camera, sono state apportate delle modifiche al testo uscito da palazzo Madama. Prima tra tutte, l'innalzamento a cinque anni della pena prevista per il reato di stalking, in modo che questo reato rientri tra quelli per i quali è applicabile la custodia cautelare in carcere. Tra gli altri interventi di modifica in commissione è presente, poi, anche il ripristino del testo originale del decreto nella parte in cui eliminava i divieti introdotti dalla legge cosiddetta ex Cirielli sull'applicabilità di alcuni benefici per i recidivi. A dichiararsi soddisfatta delle modifiche apportate, il presidente della commissione giustizia, Donatella Ferranti: «Reintroducendo il carcere preventivo per il finanziamento illecito dei partiti e per il reato di stalking, abbiamo corretto due evidenti storture che erano state introdotte al senato».

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