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Trust, trasparenza rafforzata

del 03/08/2013
di: di Fabrizio Vedana
Trust, trasparenza rafforzata
La costituzione di un trust con la conseguente titolarità della partecipazione in capo al trustee potrebbe non garantire l'effettiva trasparenza degli assetti proprietari della società quotata partecipata. Lo precisa la Consob nella comunicazione n. 0066209 diffusa ieri, che fa seguito a quella diffusa in bozza il 21 giugno scorso. Con il provvedimento l'Autorità di vigilanza per il mercato e la borsa introduce nuovi obblighi di trasparenza delle partecipazioni rilevanti riconducibili ai trust. La comunicazione si è resa necessaria poiché nell'ambito dell'attività di vigilanza sulle comunicazioni delle partecipazioni rilevanti (art. 120 del Tuf) la Commissione ha constatato la presenza di alcuni profili di criticità connessi all'operatività dei trust nel mercato dei capitali di rischio.

In particolare, il ricorso all'istituto del trust, che nella maggior parte dei casi determina un effetto di «segregazione patrimoniale», potrebbe essere finalizzato a eludere la disciplina degli assetti proprietari per via dell'ambigua distribuzione dei poteri tra le varie figure del trust e delle ricadute sull'individuazione dell'effettivo soggetto cui imputare l'esercizio del diritto di voto legato alla partecipazione, al di là della mera titolarità della stessa, generando fenomeni di proprietà occulta (hidden ownerhip).

La Consob in proposito ha ricordato come il trust sia un istituto che affonda le sue radici negli ordinamenti di common law e che, secondo il suo schema generale, comporta un trasferimento fiduciario di beni e diritti da un soggetto (settlor) a un altro (trustee), che li amministra in favore di terzi soggetti (beneficiaries), ovvero per un determinato scopo, secondo quanto stabilito nell'atto costitutivo del trust (deed of trust) e secondo i propositi e i desideri del settlor (espressi nella letter of whishes). L'effetto principale che il trust produce è rappresentato dalla c.d. «segregazione patrimoniale»; i beni conferiti in trust vanno, infatti, a costituire un patrimonio separato dagli altri beni che compongono il patrimonio del trustee, come anche dal patrimonio del disponente e del beneficiario.

Con riferimento alla figura del trust che detiene partecipazioni rilevanti, la Consob aveva a suo tempo preso posizione con una comunicazione del 27 maggio 1996 (DAL/RM/96004904), stabilendo che, in riferimento agli obblighi di partecipazioni rilevanti, «essendo il trustee certamente titolare diretto della partecipazione azionaria munita di diritti di voto, egli diviene «il soggetto cui tali beni e tali diritti fanno capo» (…)».

Tuttavia, tenuto conto dei problematici profili del trust in punto di diritto e nei risvolti applicativi, nonché alla luce della sempre più frequente ricorrenza di tale istituto nella compagine azionaria degli emittenti quotati in Italia, la Commissione ritiene che tale comunicazione non sia più sufficiente, in taluni casi, ad attenuare l'opacità insita nelle comunicazioni che fanno riferimento ai trust.

Per tale motivo la Commissione intende emanare una comunicazione di carattere generale che, tenuto conto dei profili di criticità emersi, ai sensi dell'art. 115, comma 2, del Tuf, imponga ai trustees che detengono una partecipazione rilevante nel capitale o che partecipano a un patto parasociale rilevante ai sensi dall'articolo 122 del Tuf, l'obbligo di comunicare alla Consob, contestualmente all'invio della comunicazione ai sensi dell'articolo 120 del Tuf, le seguenti ulteriori informazioni:

- l'identità dei beneficiari, del settlor, del protector (laddove presente) o del legale rappresentante;

- gli eventuali poteri di intervento nella gestione della partecipazione assegnati dall'atto costitutivo a soggetti diversi dal trustee;

- la natura del trust;

- le eventuali sovrapposizioni tra i soggetti (persone fisiche e giuridiche) coinvolti nel trust in qualità di beneficiario, settlor, trustee o protector e i soggetti (persone fisiche e giuridiche) che fanno parte della catena partecipativa che fa capo al trust, ovvero del gruppo in cui il medesimo è inserito, nonché coloro che rivestono funzioni apicali, di qualsiasi tipo, in tali contesti.

La Consob con la Comunicazione n. 0066209 dispone quindi che i trust, contestualmente alla notifica relativa al superamento delle soglie rilevanti, debbano comunicare alla stesa Consob, tra le altre cose, l'identità di tutti i soggetti coinvolti nel trust, gli eventuali poteri di intervento nella gestione delle partecipazioni, l'eventuale sovrapposizioni fra i soggetti (persone fisiche o giuridiche) coinvolti e i soggetti (persone fisiche o giuridiche) che fanno parte della catena partecipativa in capo al trust. La Consob provvederà a pubblicare sul proprio sito internet gli elementi informativi ritenuti necessari per una corretta trasparenza degli assetti proprietari a beneficio del mercato.

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