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Ravvedimento, salvo il versato

del 03/08/2013
di: di Duilio Liburdi
Ravvedimento, salvo il versato
In caso di ravvedimento operoso carente la sanatoria deve essere comunque considerata valida rispetto a quanto pagato, a condizione che un pagamento sia stato effettuato, comunque, a titolo di sanzione ridotta. La sanzione piena, dunque, sarà applicata soltanto sulla differenza di imposta. Analoga conclusione laddove il contribuente effettui i versamenti di imposta senza tenere conto della maggiorazione dello 0,4% ovvero nel caso in cui, per versamenti carenti di lieve entità, si proceda a versare le somme da acquiescenza all'accertamento. Con una nuova circolare estiva, la n. 27 di ieri, l'amministrazione finanziaria interviene su alcune problematiche di carattere operativo in tema di versamenti e ravvedimento operoso.

Ravvedimento operoso. Il tema del ravvedimento operoso non perfezionato è stato oggetto di esame anche da parte della Cassazione che, in alcune ipotesi, ha sancito la debenza di sanzioni intere sull'ammontare integrale dell'imposta anche nel caso in cui la carenza di pagamento riguardava pochi euro di sanzioni o interessi. La circolare prende in considerazione proprio questa ipotesi, cioè quella in cui il contribuente, in sede di ravvedimento, effettui un versamento complessivo di imposta, sanzioni, interessi in misura inferiore al dovuto e le sanzioni e/o gli interessi non siano, commisurati all'imposta versata a titolo di ravvedimento. Secondo l'Agenzia, il ravvedimento potrà ritenersi perfezionato con riferimento alla quota parte dell'imposta, comprensiva o meno della maggiorazione dello 0,4%, a seconda della data dell'originario versamento; proporzionata al quantum complessivamente corrisposto a vario titolo. L'amministrazione precisa però che in sede di compilazione del modello F24, si rende necessario imputare parte di quel versamento all'assolvimento delle sanzioni, indicando l'apposito codice tributo. Sulla parte di differenza non sanata con il ravvedimento, andranno irrogate, a opera degli uffici competenti, le sanzioni in misura ordinaria e/o recuperati gli interessi non versati, da computare con decorrenza dalla data dell'originario versamento (16 giugno o 16 luglio). In attesa delle modifiche informatiche, sarà compito degli uffici imputare proporzionalmente le somme versate e, cosa ancora più importante, nella circolare si afferma come gli uffici siano inoltre tenuti ad abbandonare il contenzioso eventualmente pendente instaurato sulla base di principi difformi da quelli contenuti nella circolare di ieri ma, in ogni caso, per le sanzioni già irrogate con provvedimento definitivo non è ammessa la ripetizione di quanto pagato.

Versamenti di imposta senza maggiorazione dello 0,4%. In alcune situazioni, gli uffici dell'amministrazione finanziaria laddove rilevino il mancato pagamento dello 0,4% a titolo di interesse corrispettivo nel caso di pagamento entro i 30 giorni successivi alla scadenza del termine ordinario, provvedono a irrogare sanzioni sull'intero importo considerando, in modo del tutto erroneo, il versamento come completamente non effettuato. Con la circolare di ieri si afferma, invece, anche sulla scorta di un parere reso dall'Avvocatura, che, se è dovuta una imposta maggiore rispetto a quella calcolata e versata nel «termine lungo», detto versamento non è da considerarsi tardivo tout court, ma semplicemente insufficiente. Quindi, la sanzione, in misura ordinaria, pari al 30% dell'importo non versato, deve quindi essere calcolata sulla differenza tra quanto versato nel «termine lungo» e quanto dovuto (imposta più maggiorazione).

Acquiescenza all'accertamento. Analogamente a quanto previsto in materia di versamenti lievemente carenti effettuati con riferimento all'accertamento con adesione, la circolare dell'Agenzia delle entrate ribadisce come laddove la medesima ipotesi si verifichi in caso di acquiescenza all'accertamento ai sensi dell'articolo 15 del dlgs n. 218 del 1997, si dovrà considerare di fatto la volontà del contribuente di voler definire l'accertamento notificato dall'amministrazione finanziaria.

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