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Assunti a termine nella forza lavoro

del 02/08/2013
di: di Daniele Cirioli
Assunti a termine nella forza lavoro
Tutti i lavoratori a termine, non solo quelli titolari di un contratto di durata superiore a nove mesi, si contano nella forza lavoro aziendale. Lo stabilisce il ddl europea 2013, licenziato definitivamente dalla camera mercoledì, che modifica l'art. 8 del dlgs n. 368/2001 (lavoro a termine). La novità mira a risolvere la procedura d'infrazione avviata dall'Ue nel 2010 nei confronti dell'Italia, cui ha fatto seguito l'ultimo avvertimento nello scorso mese di gennaio. Secondo la commissione europea, infatti, le norme italiane violerebbero le disposizioni comunitarie sul computo dei contratti a termine ai fini della rappresentanza sindacale. Pertanto, nel mese di gennaio Bruxelles ha inviato «un avviso motivato» dando due mesi all'Italia per comunicare le misure adottate per la trasposizione integrale della direttiva 1999/1970 sul lavoro a termine, pena il deferimento alla corte di giustizia Ue.

Per l'Ue, in particolare, l'Italia non rispetta le norme che regolamentano la rappresentanza sindacale dei lavoratori a termine perché, mentre la direttiva Ue del 19970 stabilisce che anche tali lavoratori vanno considerati nel calcolo dei rappresentanti sindacali, le norme italiane invece prevedono che si tenga conto solo dei lavoratori con contratti di durata oltre i nove mesi. È così infatti che stabilisce il vigente art. 8 del dlgs n. 368/2001, modificato dal disegno di legge comunitaria 2013: il nuovo testo, che entrerà in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, prevede che «i limiti prescritti dal primo e dal secondo comma dell'art. 35 della legge 20 maggio 1970, n. 300, per il computo dei dipendenti si basano sul numero medio mensile di lavoratori a tempo determinato impiegati negli ultimi due anni, sulla base dell'effettiva durata dei loro rapporti di lavoro». Il primo e secondo comma del predetto art. 35 stabiliscono che le disposizioni sull'attività sindacale (titolo III dello statuto dei lavoratori) si applicano nelle aziende con più di 15 dipendenti ovvero più di cinque se agricole. In base al nuovo criterio, all'azienda con 15 dipendenti e con due rapporti a termine di durata semestrale scatterà l'obbligo di riconoscere l'attività sindacale, obbligo finora escluso in quanto i contratti a termine non si conta(va)no, perché di durata inferiore a nove mesi.

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