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Ecobonus, l'Ape è obbligatoria

del 02/08/2013
di: di Beatrice Migliorini
Ecobonus, l'Ape è obbligatoria
Il decreto energia (63/2013) è legge. Con 249 voti favorevoli e 2 contrari, ieri l'Aula di palazzo Madama ha dato il via libera alla versione del testo uscita pochi giorni fa da Montecitorio. Rispettata, quindi, sul filo del rasoio, la scadenza del 4 agosto (si veda ItaliaOggi del 31 luglio). Resta ancora aperta, però, la questione relativa all'obbligatorietà dell'Attestato di prestazione energetica, a pena di nullità del contratto, in caso di compravendite di immobili e locazioni. «La previsione è stata introdotta durante la seconda lettura alla Camera», ha spiegato a ItaliaOggi il presidente della Commissione finanze del Senato, Mauro Maria Marino, «senza considerare gli effetti che una norma di questo tipo potrebbe avere soprattutto sul mercato delle locazioni, già in forte crisi».

La soluzione. Con l'obiettivo di limitare quanto più possibile i danni, senza far saltare la conversione del decreto, è arrivata la soluzione della Commissione finanze del Senato. «Abbiamo deciso di inserire all'interno del decreto del fare, un emendamento ad hoc», ha dichiarato Marino, «in modo da eliminare la previsione inserita alla Camera, limitandone gli effetti quanto più possibile. Siamo rammaricati del fatto che, però, intercorrerà comunque un lasso di tempo fisiologico prima che il decreto del fare arrivi in Gazzetta Ufficiale, durante il quale non avremo nessun potere sui danni che la vigenza norma in questione potrà causare».

Ecobonus 65%. Il decreto, così come è stato approvato, prevede la possibilità per i privati che intendano effettuare un intervento di riqualificazione energetica, compresa la sostituzione delle caldaie e l'installazione delle pompe di calore, di portare in detrazione dall'Irpef il 65% della spesa sostenuta. Il tutto, tramite una rata l'anno per dieci anni. Ad essere ricompresi all'interno dell'ecobonus sono anche i lavori di rimozione dell'amianto dagli edifici, i lavori di adeguamento antisismico, sia per le abitazioni principali sia per le imprese, nelle zone più a rischio e i lavori di depurazione delle acque contaminate da arsenico.

Bonus 50%. Sarà possibile detrarre dall'Irpef, con una rata l'anno per dieci anni, il 50% delle spese sostenute sia, per effettuare interventi di ristrutturazione, entro il tetto dei 96 mila euro, sia per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici (entro il tetto dei 10 mila euro), destinati all'arredamento di immobili ristrutturati.

Confermato, poi, anche l'emendamento votato all'unanimità alla Camera che impegna il governo a garantire gli incentivi (non necessariamente con le aliquote attuali del 65%) agli interventi di consolidamento antisismico del patrimonio edilizio esistente, rendendo obbligatoria la certificazione antisismica degli edifici pubblici e privati e i relativi controlli strutturali periodici, e a rivedere i vincoli del Patto di stabilità, per consentire agli enti locali che abbiano risorse da investire, di realizzare interventi di manutenzione e messa in sicurezza del territorio, di riduzione del rischio idrogeologico.

Iva. Nessuna modifica nemmeno sul fronte Iva. Confermata quindi l'aliquota agevolata al 4% per l'editoria scolastica, così come l'aumento al 10% per i prodotti dei distributori automatici e l'approdo all'aliquota ordinaria del 21% per i gadget editoriali.

Le reazioni. «Il provvedimento ha una notevole importanza e produrrà sicuramente effetti positivi sull'economia», ha dichiarato il sottosegretario allo sviluppo economico, Simona Vicari. Soddisfatto, inoltre, del risultato anche Gianpiero Dalla Zuanna (Sc), secondo cui «il provvedimento è un primo passo importante, ora dobbiamo lavorare per rendere strutturali gli ecoincentivi».

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