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Fisco, serve la differenza tra rateizzare e accertare

del 01/08/2013
di: di Beatrice Migliorini
Fisco, serve la differenza tra rateizzare e accertare
Differenziare il contribuente che usufruisce delle dilazioni di pagamento concesse da Equitalia, dal contribuente che aderisce a istituti deflattivi del contenzioso come l'accertamento con adesione. È, infatti, necessario limitare quanto più possibile la possibilità che il contribuente, vista l'ampiezza della rateizzazione a disposizione, preferisca non utilizzare l'accertamento con adesione, con conseguenti effetti negativi sulle entrate erariali. Questa la proposta avanzata dal presidente della commissione finanze del senato, Mauro Maria Marino, durante i lavori sul decreto del Fare (69/2013) che si sono svolti ieri a palazzo Madama.

Decreto del fare. «Se da un lato è stato raggiunto l'importante obiettivo di sostenere le imprese che versano in obiettiva situazione di difficoltà economica, dall'altro lato è però necessario trovare una soluzione per quel che riguarda l'utilizzo degli istituiti deflattivi del contenzioso», ha spiegato a ItaliaOggi il presidente Marino. Nel dettaglio, la proposta avanzata verte sul monitorare i possibili effetti dell'ampliamento della rateizzazione rispetto all'accertamento con adesione. «Non è escluso», ha sottolineato Marino, «che il contribuente eviti di ricorrere all'accertamento con adesione preferendo optare per la rateizzazione in 120 rate di Equitalia. Per evitare che questo si verifichi è necessario rendere neutra la scelta tra le due opzioni, facendo in modo di eliminare le differenze tra la dilazione di pagamento prevista per alcuni istituti deflattivi e la rateizzazione per somme dovute a seguito di comunicazione di irregolarità».

Ecobonus. Giornata piena, quella di ieri, per la commissione finanze del senato che, dopo aver concluso la seduta sui lavori al decreto del fare, ha subito preso di petto il decreto energia, concludendo i lavori in serata per poter portare oggi il provvedimento alla voto in aula. «Abbiamo deciso», ha spiegato a ItaliaOggi il presidente Marino, «che non apporteremo modifiche al testo che ci è arrivato dalla camera, anche se la norma relativa alla certificazione energetica andrebbe rivista». E così sarà, ma non all'interno del decreto energia. Stando a quanto il presidente a spiegato a ItaliaOggi, infatti, la norma che prevede l'obbligo di presentare la certificazione energetica dell'immobile anche in caso di locazioni, verrà eliminata con un emendamento apposito che troverà collocazione all'interno dei lavori sul decreto del fare. «La norma che era stata introdotta alla camera», ha evidenziato il numero uno della commissione finanze, «è inaccettabile, soprattutto alla luce dei recenti dati sul crollo delle locazioni. Aggiungere un altro onere burocratico al locatore o al locatario, a seconda delle circostanze, aggraverebbe ulteriormente la situazione di un settore già in forte crisi. Non è stato possibile però, per ragioni di tempo, apportare questa modifica perché altrimenti il testo, dovendo tornare nuovamente alla camera, non sarebbe mai stato convertito in tempo». Una scelta quindi, di responsabilità, quella operata dalla commissione finanze, che unisce l'utile al dilettevole, garantendo da un lato, la conversione di un decreto estremamente importante per l'economia italiana e dall'altro l'eliminazione di una norma che andrebbe ad affliggere ulteriormente il settore delle locazioni.

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