Consulenza o Preventivo Gratuito

Il reddito accertabile si determinerà in cinque passaggi

del 01/08/2013
di: La Redazione
Il reddito accertabile si determinerà in cinque passaggi
Il nuovo reddito sinteticamente accertabile in capo al contribuente è il risultato di una vera e propria sommatoria di spese certe e di spese presunte. Per arrivare a tale determinazione si dovrà passare attraverso un processo che prevede varie fasi di individuazione e selezione del soggetto e di attribuzione allo stesso e al suo nucleo familiare, delle spese rilevanti. Sono queste, in estrema sintesi, le prime indicazioni operative contenute nella circolare n. 24/E in materia di accertamento sintetico del reddito delle persone fisiche sulla base del nuovo testo dell'articolo 38 del dpr 600/1973.

Il primo step della nuova procedura di determinazione del reddito sintetico consiste nella determinazione del cosiddetto «lifestage» ovvero l'individuazione della famiglia fiscale attribuibile al contribuente. Poiché il nuovo articolo 38 del dpr 600/73 individua nel nucleo familiare di riferimento del contribuente la sede di imputazione induttiva delle spese, ecco che anche alla luce del dm 24 dicembre 2012 occorre da subito, determinare tale ambito. In fase di selezione, recita la circolare, verrà attribuita al contribuente la sua «famiglia fiscale» come risultante dai prospetti dei familiari a carico dei modelli Unico o 730 o dalle certificazioni dei sostituti d'imposta. Tale costruzione induttiva della famiglia potrebbe non coincidere con la realtà e quindi in sede di primo contraddittorio con l'ufficio il contribuente potrebbe rappresentare una sua diversa composizione (con familiari non a carico, altri soggetti ecc.). Al di là della reale rappresentazione del nucleo familiare la circolare ricorda come l'attribuzione delle spese rilevanti sostenute dai familiari a carico, a eccezione della quota di spesa media Istat, verrà effettuata in capo ai dichiaranti in base alla percentuale indicata in dichiarazione dei redditi. Una volta superata questa prima, fondamentale, fase si procederà con l'attribuzione delle varie tipologie di spesa secondo una sommatoria (si veda tabella). Un ulteriore problema che si presenta riguarda le spese Istat che sono riferite all'intero nucleo familiare, ma che devono essere attribuite, secondo un'equa ripartizione, sui singoli membri della famiglia. Non esiste, infatti, nel nostro ordinamento l'accertamento dei redditi del nucleo familiare ma solo del singolo contribuente. Per fare ciò occorre attribuire la quota parte di spesa Istat sulla base dei criteri individuati dall'articolo 3, comma 1, del dm 24/12/2012 ovvero in base ai redditi posseduti dai singoli componenti il nucleo familiare. Resta salva la possibilità per il contribuente di dimostrare, in sede di contraddittorio, una diversa ripartizione delle spese fra i vari componenti della famiglia rispetto a quella presunta disposta dal citato decreto. Si tratta di una prova praticamente diabolica trattandosi di spese desunte da dati medi calcolati dall'Istat come tali astratti e non facilmente maneggiabili dal singolo contribuente.

Quanto alle singole macro categorie di spesa indicate nella tabella A allegata al decreto del dicembre scorso la circolare di ieri fornisce alcune importanti precisazioni. Una di queste riguarda il cosiddetto «fitto figurativo» che viene attribuito al contribuente qualora non sia possibile attribuire allo stesso nessuna delle tipologie di possesso immobiliare ordinariamente attribuibili (in proprietà, in uso, in locazione ecc.). Tale fitto figurativo viene individuato sulla base dei valori locativi Omi del comune di residenza del contribuente.

Nel caso in cui due coniugi risiedano in comuni diversi, i fitti figurativi attribuiti al nucleo saranno pertanto due. Oltre alle spese relative al possesso dell'immobile nel nuovo redditometro andranno ad affluire anche le spese gestionali connesse al godimento delle abitazioni in uso al nucleo familiare.

© Riproduzione riservata

vota