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Redditometro punto e a capo

del 01/08/2013
di: Pagina a cura di Andrea Bongi e Fabrizio G. Poggiani
Redditometro punto e a capo
Esclusa l'applicazione retroattiva della nuova versione del «redditometro». L'attuale accertamento sintetico, per le Entrate, non rappresenta la semplice evoluzione della ricostruzione sintetica del reddito, ma una modalità radicalmente diversa di quantificazione del reddito, rispetto alla versione previgente (ante 2009). Così l'Agenzia delle entrate che nella serata di ieri ha emanato l'attesa circolare operativa (n. 24/E/2013) sulla determinazione dell'accertamento sintetico del reddito complessivo delle persone fisiche, ai sensi dei commi da 4 a 7, dell'art. 38, dpr n. 600/1973. L'Agenzia precisa che con l'art. 22, dl 78/2010, convertito nella legge 122/2010, il legislatore ha introdotto rilevanti modifiche alla disciplina dell'accertamento sintetico, soprattutto sul carattere procedurale. Si dà conto dell'implementazione dei dati presenti in Anagrafe tributaria, grazie anche all'obbligo, recentemente introdotto, della comunicazione telematica dei dati rilevanti ai fini Iva (cosiddetto «spesometro»).

Nel ripercorrere la nuova disciplina, a dire delle Entrate applicabile solo con riferimento agli accertamenti relativi ai redditi dichiarati per il 2009 e seguenti, la stessa afferma che la determinazione sintetica del reddito, che si basa sulle spese sostenute nel periodo d'imposta, ha valenza di «presunzione relativa» (onere probatorio a carico del contribuente) alla stessa stregua («con pari efficacia») di quella che utilizza, per la determinazione del medesimo reddito sintetico, gli elementi indicativi di capacità contributiva.

Nel documento di prassi viene ricordata l'istituzionalizzazione del contraddittorio preventivo, poiché obbligatorio, necessario per la verifica delle spese certe, della concreta disponibilità del bene di cui l'Amministrazione finanziaria possiede le relative informazioni, dell'entità degli investimenti eseguiti e del risparmio accantonato nel corso del periodo d'imposta. Per le Entrate, il nuovo strumento accertativo, infatti, tiene conto prioritariamente di tutte queste tipologie di spesa e solo «in via residuale» e delle spese correnti, la spesa media Istat; di fatto, i valori indicati dall'istituto centrale di statistica hanno la sola funzione di surroga dei precedenti, in quanto integrano gli elementi già presenti in Anagrafe tributaria, evitando l'onere di conservazione della documentazione a cura del contribuente.

Con riferimento al possibile utilizzo retroattivo della nuova modalità di determinazione del reddito, l'Agenzia delle entrate ribadisce una tesi già sostenuta nell'ambito degli incontri con la stampa specializzata ovvero che, in particolare il decreto 24/12/2012, ha eseguito un vero e proprio intervento di sistema e non ha, al contrario, modificato la precedente versione; di fatto, non si tratta di un'evoluzione della metodologia statistica applicata in ossequio al dm 10/09/1992, ma di una modalità innovativa di determinazione del reddito. Sul punto, l'Agenzia tende a precisare, a sostegno della tesi sull'irretroattività del nuovo sistema di determinazione del reddito, che nel sistema introdotto dal recente decreto attuativo, non è presente una disposizione analoga a quella inserita nell'ultimo periodo, del comma 3, dell'art. 5, dm 10/09/1992, la quale stabilisce che «il contribuente può, tuttavia, chiedere, qualora l'accertamento non sia divenuto definitivo, che il reddito venga rideterminato sulla base dei criteri indicati nell'art. 3 del presente decreto» e aggiunge che nel nuovo decreto le disposizioni in esso contenute «si rendono applicabili alla determinazione sintetica dei redditi e dei maggiori redditi relativi agli anni d'imposta a decorrere dal 2009».

Con riferimento ai contribuenti selezionati, l'Agenzia precisa che la maggiore attenzione sarà verso chi presenta scostamenti «significativi» tra reddito dichiarato e capacità di spesa manifestata, escludendo situazioni risibili, di marginalità economica e contribuenti che non dichiarano redditi legittimamente (redditi esenti o esclusi). Infine, l'Amministrazione finanziaria terrà conto dei redditi complessivamente dichiarati dal nucleo familiare e, sulla base dei dati e delle informazioni in possesso e con l'aiuto di un software ad hoc, la stessa potrà valutare al meglio lo strumento accertativo più idoneo.

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