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Monitoraggio fiscale, sanzioni messe a dieta

del 01/08/2013
di: di Duilio Liburdi
Monitoraggio fiscale, sanzioni messe a dieta
Monitoraggio fiscale più snello e con sanzioni ridotte: la mancata dichiarazione degli investimenti all'estero sarà punita con un importo che varia dal 3 al 15% di quanto non dichiarato e, se l'investimento è detenuto in stati o territori black list, l'importo è raddoppiato. Saltano gli adempimenti legati alla sezione I e III del quadro RW e la sanatoria effettuata entro 90 giorni mediante la dichiarazione degli investimenti esteri sconta una sanzione di 258 euro. È questo il quadro che emerge dall'approvazione definitiva del disegno di legge che recepisce le disposizioni per gli adempimenti derivanti da obblighi fissati dalla Ue, con specifico riferimento a quanto previsto in materia di monitoraggio fiscale e conseguente compilazione del quadro RW. A questo punto, ci sarà anche da chiedersi quale sarà l'impatto delle nuove disposizioni sulle dichiarazioni in scadenza il prossimo 30 settembre 2013 nonché la concreta applicazione di un principio indubbio quale quello del favor rei. Si conclude, dunque, la vicenda legata alle abnormi sanzioni previste in caso di mancata compilazione del quadro RW, adempimento che, in linea di principio, non ha rilevanza reddituale diretta ma, correttamente, si limita a chiedere contezza degli investimenti detenuti all'estero dai contribuenti diversi dalle società residenti in Italia. Le sanzioni in materia erano state inasprite in occasione dello scudo fiscale incontrando però lo stop della Ue, che aveva aperto una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia. Ora, le modifiche normative riportano in un ambito più ragionevole le eventuali violazioni commesse alla disciplina contenuta nel decreto legge n. 167 del 1990 ponendo, come accennato, delicati problemi di ordine transitorio soprattutto in relazione agli adempimenti dichiarativi afferenti il periodo di imposta 2012. Nell'ambito delle novità va subito detto come, in linea di principio, vi sia un legame molto rilevante con le disposizioni in materia di antiriciclaggio laddove si parla, per esempio, di soggetti effettivi titolari degli investimenti all'estero. Ai fini degli adempimenti dichiarativi di fatto sembra rimanere in piedi esclusivamente l'obbligo di dichiarazione mediante la compilazione della sezione II del quadro RW mentre dovrebbe sparire l'obbligo di compilazione della sezione I e della sezione III. Soprattutto tale ultimo adempimento aveva poco senso pratico in relazione al fatto che i trasferimenti Italia-estero ed estero-Italia sono monitorati a opera degli intermediari finanziari i quali, attraverso l'emanazione del recente provvedimento in materia di anagrafe dei conti hanno ulteriori obblighi di comunicazione nei confronti dell'amministrazione finanziaria. Un dato, dunque, che era ripetuto all'interno del modello Unico e che ora non viene più previsto. Un tema da approfondire sarà quello del limite numerico degli investimenti da segnalare. Se, infatti, la disposizione ancora in vigore prevede l'obbligo al superamento dell'ammontare di 10 mila euro (anche in relazione ai trasferimenti), alla luce della nuova disposizione ci si deve chiedere se il limite in questione debba essere legato alla normativa anti riciclaggio (15 mila euro) ovvero scatti un obbligo generalizzato rispetto a un limite di investimento più basso degli attuali 10 mila euro. Da segnalare, la disposizione relativa alla presentazione del quadro RW entro i 90 giorni successivi alla scadenza del termine: in questo caso, la sanzione sarà di 258 euro analoga nell'importo a quella della omessa presentazione della dichiarazione sanata entro lo stesso termine.
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