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Contenziosi, battuta d'arresto

del 01/08/2013
di: di Roxy Tomasicchio
Contenziosi, battuta d'arresto
Dopo cinque anni consecutivi di crescita il contenzioso tributario accusa una battuta d'arresto, nel 2012: a fine anno sono state 686.234, rispetto alle 727.345 del 2011 (-6% circa), le controversie pendenti presso le Commissioni tributarie provinciali (Ctp) e le Commissioni tributarie regionali (Ctr). A fotografare l'evoluzione del contenzioso è la relazione annuale del ministero dell'economia secondo cui, analizzando la serie storica delle giacenze dal 2004 a oggi, il 2011 è stato l'anno record per numero di controversie pendenti.

Sul totale dei ricorsi pendenti lo scorso anno oltre il 60% (414.108) sono in giacenza da meno di 2 anni, il 30% da un periodo compreso tra 2 e 5 anni e meno del 10% (64.159) da più di 5 anni.

Segno meno anche per i ricorsi pervenuti complessivamente alle commissioni tributarie: sono passati da 330.130 a 264.583. Un calo che ha però dato il via libera per il sorpasso del numero di cause decise rispetto al numero dei ricorsi presentati: le prime sono state oltre 40 mila in più rispetto alle seconde. Stando all'analisi del Mef, il quadro è riconducibile, per le controversie instaurate in primo grado per valori non superiori ai 20 mila euro, all'introduzione del reclamo/mediazione (art. 17-bis dlgs 546/92) oltre che, per entrambi i gradi di giudizio, per il contributo unificato per l'iscrizione a ruolo nel processo tributario. Spulciando ancora tra i dati, guardando all'attività svolta dai giudici tributari, ci sono state 23.458 udienze (17.732 presso le Ctp e 5.726 presso le Ctr) in cui sono state discusse 409.357 controversie: il che significa che ogni giudice di primo grado ha svolto in media 24 udienze all'anno e trattato 149 ricorsi. Mentre in secondo grado si passa a 18 udienze e 65 appelli. Ma spiccano commissioni nelle quali il numero di ricorsi per giudice è oltre il doppio del valore medio: tra queste Ragusa (418,26 ricorsi) e Catanzaro (399). Per le Ctr si segnalano le Commissioni Campania (158,26 appelli per giudice) e Lazio (126,64). All'opposto, ad Aosta ogni giudice affronta 22,15 ricorsi di primo grado e 9 appelli.

Un cenno all'esito dei contenziosi è arrivato dal commento di Enrico Zanetti, responsabile fisco Scelta civica e vicepresidente commissione finanze alla camera: «Anche per il 2012, le statistiche ufficiali del Mef evidenziano che, quando i contribuenti fanno ricorso alle commissioni tributarie, in primo grado di giudizio hanno ragione, nel merito della pretesa, più spesso loro che non le p.a. che emanano gli atti impositivi: 46,11% contro 39,80%. Guardando nel dettaglio delle diverse tipologie di enti impositori, Agenzia delle entrate ed Equitalia non si discostano da questi dati, vincendo in misura piena i loro contenziosi, rispettivamente, il 36,58% e il 44,85% delle volte in primo grado e il 37,85% e 55,41% delle volte in secondo grado», prosegue Zanetti lamentando che si tratta di «numeri incompatibili con un sistema di riscossione che impone al contribuente che fa ricorso di versare comunque il 30% delle maggiori imposte contestate mentre è ancora in attesa del primo grado di giudizio».

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