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Cartelle pagamento, ok solo se complete

del 31/07/2013
di: di Debora Alberici
Cartelle pagamento, ok solo se complete
È nulla la cartella di pagamento notificata con il solo bollettino di versamento e non il corpo dell'atto. Inoltre spetta a Equitalia dimostrare il reale contenuto della busta spedita con raccomandata. È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con l'ordinanza n. 18252 del 30 luglio 2013, ha respinto il ricorso dell'esattore.

Il Collegio di legittimità ha quindi dato ragione a un contribuente che sosteneva di aver ricevuto soltanto il bollettino di versamento e non l'intero corpo della cartella di pagamento. Per il concessionario, invece, la sola relata di notifica prova il contenuto della busta spedita con raccomandata.

Una tesi, questa, che non ha convinto né la Ctp e la Ctr né la Suprema corte. Infatti, l'onere della prova sul reale contenuto resta sempre a carico di chi spedisce la raccomandata al di là di una eventuale querela di falso presentata dal destinatario, in questo caso dal contribuente.

In altri termini, in questo caso, la società concessionaria ha provveduto a notificare la cartella di pagamento con invio diretto della raccomandata postale, la quale ultima (alla stregua di qualunque atto pubblico) fa fede esclusivamente delle circostanze che ivi sono attestate, tra le quali non figura certamente la certificazione circa l'integrità dell'atto che è contenuto nel plico e men che meno la certificazione della corrispondenza tra l'originale dell'atto e la copia notificata.

Benché, quindi, la Ctr abbia erroneamente ritenuto che fosse stato inevaso l'onere della concessionaria di integrare le produzioni con la «relazione di notificazione della cartella esattoriale sulla quale si fonda il gravame», ciò che esclusivamente rileva ai fini della soluzione della questione qui in esame è che il medesimo giudice ha correttamente evidenziato che sarebbe stato comunque onere del mittente il plico raccomandato fornire la dimostrazione del suo esatto contenuto, sicché, in difetto di ciò, il gravame fondato sul contrario assunto non poteva trovare accoglimento.

Questo risponde al principio generale per cui «in caso di comunicazione spedita in busta raccomandata e non in plico, ove il destinatario contesti il contenuto della busta medesima, è onere del mittente provarlo».

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