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Accertamenti senza fretta

del 31/07/2013
di: di Duilio Liburdi
Accertamenti senza fretta
È l'impossibilità di attivare il contraddittorio che rende nullo l'accertamento notificato prima dei 60 giorni dalla consegna del pvc anche in assenza di una previsione esplicita di nullità contenuta nella legge.

In capo all'amministrazione finanziaria, inoltre, nasce un onere probatorio estremamente rilevante nel momento in cui, laddove la notifica dovesse essere avvenuta, sarà necessario dimostrare il caso di motivata urgenza in grado di «salvare» l'avviso di accertamento. Che dunque, anche se fondato nel merito, sarà destinato a cadere. Sono queste le osservazioni che possono essere formulate alla luce della sentenza delle sezioni unite della Cassazione (n. 18184 del 29 luglio, si veda ItaliaOggi di ieri) che ha esaminato il contenuto del disposto di cui all'articolo 12, comma 7, secondo periodo dello statuto dei diritti del contribuente che prevede come, una volta chiusa una verifica e consegnato il verbale, il contribuente ha 60 giorni di tempo per formulare osservazioni e l'avviso di accertamento non può essere emanato prima della scadenza dello stesso termine, salvo casi di particolare e motivata urgenza.

Il punto su cui molte delle sentenze si sono succedute era legato alla previsione di nullità dell'avviso di accertamento nel caso di notifica «anticipata» rispetto alla consegna del verbale di verifica, circostanza questa che da un punto di vista oggettivo non ricorre in quanto nella legge non se ne fa menzione.

Le sezioni unite affrontano il problema sotto un'altra ottica, comprendendo l'articolo 12 nell'ambito del quadro complessivo delle disposizioni dello statuto e concentrandosi poi su un concetto procedurale ma che, nell'ambito dell'ordinamento e delle stesse indicazioni del legislatore ovvero dell'Agenzia, ha assunto un peso assolutamente sostanziale e cioè la necessità del rispetto del principio del contraddittorio. Fase, questa, che ha l'obiettivo di condurre alla determinazione corretta della pretesa tributaria.

È questo il principio cardine della sentenza: i 60 giorni previsti come «minimo» lasso temporale tra la chiusura di una verifica e la notifica dell'avviso di accertamento sono necessari per l'attivazione di contraddittorio e nessuna deroga a questo principio è ammessa. Anche se, evidentemente, il contribuente potrebbe non avvalersene come peraltro nella pratica spesso avviene. Di fatto, in relazione alla consegna del pvc, nella pratica si omette qualunque tipo di osservazione sia in sede di chiusura sia nei sessanta giorni successivi rinviando a un successivo momento la propria difesa.

Ma, evidentemente, la Cassazione non è tenuta ad analizzare i comportamenti che nella pratica vengono seguiti ma a suggerire la corretta lettura della norma che, in questo caso, è stata fornita focalizzando l'attenzione su una possibilità che al contribuente non può essere in alcun caso negata.

Quindi il ruolo del contraddittorio assume una valenza assolutamente centrale e la Cassazione lo ricorda richiamando, per esempio, la giurisprudenza in materia di studi di settore. Lo stesso principio, peraltro, potrebbe valere non solo in relazione agli avvisi di accertamento emessi a seguito di un pvc ma anche nel caso in cui la contestazione dell'amministrazione finanziaria sia preceduta, per esempio, da una richiesta di documentazione che non viene vagliata proprio in sede di contraddittorio preliminare. Questo anche in considerazione del fatto che, per esempio in materia di redditometro, il legislatore ha previsto espressamente una sorta di doppio passaggio.

Altra parte interessante della sentenza è quella rappresentata dalla lettura che la Corte fornisce in relazione al necessario bilanciamento degli interessi dell'amministrazione finanziaria e cioè alla possibilità di emettere l'accertamento prima dei 60 giorni nei casi di particolare e motivata urgenza. Sul punto la Cassazione rileva come sarà il giudice a dover valutare, caso per caso, se questi sussistono non intervenendo, invece, una valutazione sulla motivazione sostanziale dell'atto e dunque sul contenuto della pretesa.

Appare questa un'indicazione estremamente impegnativa per l'amministrazione finanziaria, nei casi in cui dovesse verificarsi la situazione descritta in quanto l'Agenzia sarà tenuta oltre che all'obbligo di motivazione della pretesa anche a spiegare in modo assolutamente rigoroso il perché un accertamento è stato notificato prima del decorso dei 60 giorni.

In linea di principio, peraltro, va osservato come laddove si ipotizzasse il rischio di perdita del credito da parte dell'amministrazione finanziaria, non sarebbe in alcun modo necessario «correre» nella redazione e nella notifica dell'avviso di accertamento rischiando la sua nullità.

Ciò in quanto altre disposizioni normative consentono di richiedere l'attivazione di misure a tutela del credito anche sulla base del contenuto del solo pvc. Una norma, quella dello statuto, che dunque potrebbe essere oggetto di un'interessante discussione tecnica ma che, nella pratica, potrebbe avere anche effetti non così rilevanti.

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