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Restituzione fondi circoscritta

del 31/07/2013
di: di Fabrizio Vedana
Restituzione fondi circoscritta
Per i conti mancanti di dati, ai fini dell'adeguata verifica antiriciclaggio, la restituzione dei soldi al cliente è obbligatoria solo con riferimento ai rapporti che presentano un saldo attivo. Lo ha precisato il dipartimento del tesoro con una nota di ieri con la quale il Mef dà attuazione a quanto previsto dal comma 1-bis dell'articolo 23 della legge antiriciclaggio.

Il decreto legislativo 169 del 19 settembre 2012 ha introdotto nella legge antiriciclaggio (dlgs 231/2007) il citato comma 1-bis nel quale si prevede che nel caso in cui non sia possibile rispettare gli obblighi di adeguata verifica relativamente a rapporti continuativi già in essere, operazioni o prestazioni professionali in corso di realizzazione, le banche, gli intermediari finanziari, i professionisti e gli altri destinatari degli adempimenti antiriciclaggio debbano restituire al cliente i fondi, gli strumenti e le altre disponibilità finanziarie di spettanza, liquidandone il relativo importo tramite bonifico su un conto corrente bancario indicato dal cliente stesso.

Nell'effettuare il trasferimento dei fondi, il citato comma 1-bis, prevede poi che venga data evidenza alla controparte bancaria, con apposito messaggio, al fatto che le somme sono restituite al cliente per l'impossibilità di rispettare gli obblighi di adeguata verifica previsti dalla normativa antiriciclaggio. L'entrata in vigore della nuova norma venne congelata dal ministero dell'economia e condizionata all'emanazione di apposite istruzioni da parte del ministero di via XX Settembre. Cosa che è avvenuta, appunto, ieri con la nota-circolare pubblicata dal Tesoro e con la quale vengono definiti: l'ambito di applicazione della citata disposizione di legge; l'interlocuzione preliminare con il cliente; la definitiva impossibilità di effettuare l'adeguata verifica con la conseguente comunicazione al cliente; le caratteristiche che deve possedere il conto sul quale dovrà essere effettuata la restituzione dei soldi; le informazioni relative alle operazioni di restituzione dei soldi.

Il Mef chiarisce in primo luogo che l'obbligo di restituzione opera solo con riferimento ai rapporti che presentano saldi attivi che potranno essere costituiti da liquidità o da titoli. E precisa poi che prima di attivare la procedura di restituzione, la banca (o altro destinatario degli obblighi antiriciclaggio) dovrà avere cura di contattare il cliente al fine di accertare la possibilità di completare l'adeguata verifica entro un ragionevole termine ovvero di prendere atto dell'eventuale rifiuto del cliente di fornire le informazioni necessarie al medesimo fine. Vengono considerati validi e comprovanti la citata attività di contatto e informativa con e alla clientela, le e-mail, i questionari cartacei, le comunicazioni inviate a mezzo del servizio postale. A fronte dell'impossibilità di effettuare o completare l'adeguata verifica la banca o altro destinatario dei citati obblighi dovrà inviare al cliente una apposita comunicazione scritta completa di alcune informazioni tra le quali quella relativa all'indicazione delle coordinate del conto sul quale dovrà essere effettuata la restituzione e che dovrà avere le seguenti principali caratteristiche, secondo il Mef: essere intestato e/o cointestato al cliente; se oggetto di restituzione sono dei titoli essere un conto titoli (dossier titoli) intestato e/o cointestato al cliente; essere un conto corrente e/o un conto titoli aperto presso un intermediario nazionale, comunitario o soggetto al regime proprio dei paesi terzi equivalenti. Qualora la banca non ottenga l'indicazione delle coordinate bancarie, tratterrà e verserà le disponibilità su un conto infruttifero.

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