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Studenti disabili, costi a carico delle province

del 30/07/2013
di: di Beatrice Migliorini
Studenti disabili, costi a carico delle province
Spetta alla province il compito di garantire l'assistenza personale a uno studente disabile. Rientra, infatti, nei servizi di supporto organizzativo per gli alunni con handicap o in situazione di svantaggio. La quantificazione delle ore di assistenza, inoltre, non deve essere fissa e immutabile, ma deve seguire il profilo dinamico del disabile, punto di partenza per la stesura del piano educativo individualizzato. Compito dell'amministrazione provinciale è, quindi, non quello di super vedere all'adempimento del servizio da parte dei comuni, ma di adempiervi in modo effettivo. Questo è quanto stabilito dal Consiglio di stato con la sentenza n.3950/2013, depositata il 25 luglio 2013.

Il caso. La vicenda nasce dal ricorso presentato dall'amministrazione provinciale di Milano contro la precedenza sentenza del Tar Lombardia, con la quale la provincia era stata condannata a fornire per 10 ore a settimana, il servizio di assistenza personale ad un minore disabile sia durante l'orario scolastico, sia extrascolastico. A far nascere il caso, l'errata interpretazione da parte della provincia dell'art. 139 del dlgs 112/1998 recante norme per il Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello stato alle regioni e agli enti locali. L'amministrazione del capoluogo lombardo riteneva, infatti, che proprio alla luce di quanto stabilito all'art.139, primo comma, let. c, i servizi di supporto organizzativo spettanti alle province, dovessero consistere nel mettere materialmente a disposizione solo i servizi logistici, consistendo la restante parte degli oneri, nella mera supervisione della fornitura dei servizi assistenziali da parte dei comuni.

In quest'ottica, quindi, alla provincia sarebbe spettato in concreto il compito di mettere a disposizione del soggetto disabile il servizio di trasporto da scuola a casa, ma non il garantire l'assistenza personale al soggetto sia in orario scolastico, sia in orario extrascolastico. Il servizio in questione lo avrebbe dovuto fornire il comune parallelamente all'insegnate di sostegno. L'amministrazione milanese lamentava poi il fatto che il Tar, in primo grado, avesse anche stabilito che la quantità di ore di assistenza da fornire (10 la settimana), ignorando quanto stabilito dal Piano educativo individualizzato che, per sua natura, è costruito sulla base delle necessità del soggetto disabile.

La sentenza. Una bocciatura totale quella arrivata dai giudici di palazzo Spada. Il Consiglio di stato ha, infatti, respinto tutte le argomentazioni della provincia di Milano condannandola, inoltre, a 4 mila euro di risarcimento danni nei confronti della famiglia del minore disabile. Per il Consiglio di stato, alla base della condanna «una inammissibile interpretazione abrogans dell'art. 139 del dlgs 112/1998 da parte dell'amministrazione lombarda». Partendo dal presupposto che ai soggetti disabili devono essere garantite quelle misure per dare effettività e concretezza al diritto all'istruzione e all'integrazione, risulta evidente, per i giudici di palazzo Spada che «l'assistenza personale in favore di uno studente frequentante un istituto di istruzione secondaria superiore integra, per sua stessa natura, la fattispecie del servizio di supporto organizzativo del servizio di istruzione per gli alunni con handicap o in situazione di svantaggio. Non è, quindi, ammissibile che questo tipo di supporto possa consistere solo nel super vedere l'adempimento di questo onere da parte del comune».

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