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Italia-Vaticano, accordo sull'antiriciclaggio

del 30/07/2013
di: Tancredi Cerne
Italia-Vaticano, accordo sull'antiriciclaggio
Accordo tra Italia e Santa Sede per il contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo. Il cardinale Attilio Nicora, presidente dell'Aif, l'Autorità di informazione finanziaria della Città del Vaticano ha firmato un protocollo con l'Unità d'informazione finanziaria della Banca d'Italia che formalizza la cooperazione e lo scambio di informazioni fra i due paesi. Redatto sulla base del modello predisposto dall'Egmont Group, l'organizzazione mondiale delle Unità di informazione finanziaria nazionali, il protocollo, siglato il 26 luglio scorso, impegna le due Autorità a scambiare ampie e complete informazioni per lo svolgimento dei rispettivi compiti di analisi finanziaria di operazioni sospette condividendo notizie disponibili o acquisibili attraverso l'esercizio dei propri poteri. Non solo. In futuro le autorità dei due paesi si terranno reciprocamente informate sulle modifiche dei rispettivi sistemi normativi, sull'assetto istituzionale o organizzativo, sul contesto operativo e su ogni altra circostanza suscettibile di riflettersi sul concreto svolgimento della collaborazione e sulla corretta applicazione. «La Santa Sede prende molto seriamente le responsabilità internazionali in materia di contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo e l'Italia rappresenta per noi una controparte particolarmente importante in tal senso», ha dichiarato il direttore dell'Aif, René Brulhart. «La firma di questo protocollo costituisce un chiaro impegno a rafforzare il nostro rapporto bilaterale, facilitando gli sforzi comuni e la lotta al riciclaggio». Fino a oggi la Santa Sede aveva formalizzato simili accordi con Stati Uniti, Spagna, Olanda, Belgio. «Il protocollo siglato il 26 luglio rappresenta un tassello di un mosaico che si va componendo nell'ambito di queste intese bilaterali, ma è sicuramente il più importante», ha ammesso Federico Lombardi, portavoce della sala stampa Vaticana. «Spesso, infatti, proprio con l'Italia si pongono i problemi dei controlli sulle operazioni finanziarie che interessano il Vaticano».

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