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Fiduciarie, nomi coperti al registro delle imprese

del 13/03/2010
di: di Fabrizio Vedana
Fiduciarie, nomi coperti al registro delle imprese
Nessuna pubblicità al registro imprese del nominativo del cliente della fiduciaria anche nel caso in cui intervenga un trasferimento di partecipazioni tra i due effettivi proprietari. L'hanno precisato l'Unioncamere e il Consiglio nazionale del notariato con un documento congiunto del 17 febbraio 2010 diffuso nei giorni scorsi dall'Assofiduciaria con propria circolare COM_2010_022.

Obiettivo del documento congiunto del Cnn e di Unioncamere è quello di semplificare ed uniformare le modalità di deposito degli atti societari presso gli uffici del Registro delle imprese.

Spesso in passato si era assistito ad una diversa applicazione delle norme in presenza di atti di intestazione di partecipazioni di società a responsabilità limitata a società fiduciaria.

Ora, a conferma dell'orientamento già espresso dall'Assofiduciaria, viene precisato che il mandato fiduciario non rileva nei confronti della società e del Registro delle Imprese per i quali il soggetto a cui intestare la partecipazione ai fine del registro è il «titolare formale» ovvero la società fiduciaria e non il fiduciante/mandante.

Al riguardo è bene precisare che l'intestazione della partecipazione di srl alla società fiduciaria può avvenire:

- tramite l'intervento diretto della fiduciaria (per mandato del fiduciante) alla costituzione della società;

- tramite un atto di intestazione dal proprio sfiduciante (cosiddetta intestazione diretta);

- tramite un atto di cessione dal terzo (o da altra fiduciaria) alla fiduciaria (che acquista per mandato dal proprio fiduciante);

- tramite un atto di trasferimento fra fiduciarie per conto dello stesso sfiduciante (cosiddetto cambio di fiduciaria).

Non potranno quindi essere oggetto di pubblicità nel registri imprese il rapporto di mandato senza rappresentanza sottostante la partecipazione formalmente intestata alla fiduciaria nonché il trasferimento di partecipazioni tra effettivi proprietari, sottostante al rapporto di mandato corrente la stessa fiduciaria o con diverse fiduciarie. Pertanto in sede di reintestazione della partecipazione la verifica sulla «continuità» degli intestatari deve riguardare l'intestazione formale (i.e. la fiduciaria) e non il soggetto fiduciante.

A giudizio del Cnn e dell'Unioncamere non è, quindi, necessario far emergere il titolare effettivo dei beni in quanto la fiduciaria è intermediario professionale legittimato allo svolgimento delle proprie attività, è trasparente fiscalmente ed assolve gli obblighi antiriciclaggio in forma diretta.

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