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Studi, partono le contromosse

del 27/07/2013
di: di Andrea Bongi
Studi, partono le contromosse
Contro le anomale e ingiustificate richieste di maggiori compensi degli studi di settore 2013 contribuenti al contrattacco. Se non ci sono modifiche nelle caratteristiche strutturali dell'attività esercitata rispetto agli esercizi precedenti i contribuenti soggetti a questa richiesta al rialzo, verificata in Gerico 2013, potranno evitare l'adeguamento preparandosi fin d'ora alle possibili iniziative degli uffici.

Ovvio che la decisione di non adeguarsi ai maggiori compensi richiesti da Gerico 2013 sarà innanzitutto il frutto di una scelta di convenienza economica. A fronte di incrementi richiesti di qualche migliaio di euro, che si traducono in importi ancora minori in termini di maggiori imposte e contributi dovuti, il contribuente potrà ovviamente scegliere la via dell'adeguamento al fine di evitare futuri possibili disagi e perdite di tempo. Quando invece la richiesta si fa consistente, come nel caso segnalato dai medici di medicina generale (+10% rispetto al 2011, si veda ItaliaOggi del 26 luglio), allora occorre studiare i comportamenti da tenere in Unico 2013.

Al di là del periodo di crisi economica e dell'anomalia dovuta al fatto che il software pretenda la crescita dei compensi a parità di condizioni di svolgimento dell'attività, ciò che è ancor più paradossale è che lo stesso strumento di accertamento basato sugli studi di settore non ha in sé uno schermo di auto difesa contro tali possibili anomalie. Esiste, infatti, soltanto la difesa contraria cioè la possibilità di utilizzare uno studio di settore più evoluto in chiave retroattiva quando quello più recente dà risultati più favorevoli per il contribuente, ma non il contrario. Non si potrà cioè impostare la difesa chiedendo l'applicazione di uno studio di settore meno evoluto al posto di quello di ultima generazione.

Ciò premesso non significa che a fronte delle anomalie nei risultati di Gerico 2013 segnalate nei giorni scorsi, e confermate dalle rappresentanze di alcune categorie professionali, ci si debba sottomettere alle stesse senza esercitare alcuna contromossa in chiave difensiva.

A fronte di un responso di non congruità fornito da Gerico 2013 che non trova giustificazione alcuna nel cambiamento delle modalità di svolgimento dell'attività da parte del professionista, ma unicamente nelle mutazioni delle variabili della versione evoluta del software, si potrà dunque scegliere anche il non adeguamento. In tal senso occorre, infatti, ricordare che dopo le pronunce delle sezioni unite della Cassazione del 18 dicembre 2009, lo scostamento dagli studi di settore, da solo, non costituisce elemento sulla base del quale può giustificarsi un'attività di accertamento. Una volta optato per il non adeguamento dei propri compensi a quelli richiesti dal software sarà opportuno compilare il quadro annotazioni del modello studi di settore da allegare alla dichiarazione dei redditi per far conoscere all'ufficio quali sono i presupposti che hanno determinato tale scelta.

Senza entrare nel merito delle possibili casistiche, il contribuente potrà far presente che sulla base delle versioni precedenti risultava in linea con le risultanze misurate dallo studio di settore. Ovvio che tale comportamento potrebbe non convincere del tutto l'ufficio ed è quindi opportuno prepararsi a un eventuale futuro contraddittorio con un funzionario dell'Agenzia delle entrate. In tale sede il contribuente potrà argomentare, con maggior dovizia di particolari, le sopra accennate circostanze. E potrebbe anche risultare utile avere a disposizione copia dei documenti elaborati in questi giorni dalle rappresentanze istituzionali delle categorie professionali (Fimmg; Ungdcec, ecc.) per rafforzare la propria posizione difensiva.

Qualora tutto ciò non fosse ritenuto sufficiente dal funzionario dell'ufficio e se non fosse nemmeno possibile raggiungere una dignitosa adesione o una conciliazione, allora occorrerà seriamente valutare la possibilità/opportunità di adire le vie contenziose.

Se nel corso del contraddittorio non sono emersi altri elementi o presunzioni di evasione a favore dell'ufficio, il contribuente potrà affrontare il giudizio presso le commissioni tributarie con una certa (ma mai assoluta) tranquillità.

È difficile, infatti, ipotizzare che le anomale richieste di incremento dei compensi evidenziate nei calcoli di Gerico fra il 2011 e il 2012, a parità di condizioni e modalità di svolgimento dell'attività professionale, possano trovare il conforto dei giudici tributari.

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