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Fisco, crediti recuperabili anche post-cancellazione

del 27/07/2013
di: Debora Alberici
Fisco, crediti recuperabili anche post-cancellazione
Più facile per il fisco recuperare i crediti dalle aziende in dissesto finanziario. La società cancellata dal registro delle imprese può essere ancora dichiarata fallita nell'anno successivo e la procedura si svolge in contraddittorio con il liquidatore e non con i soci. Ad affermarlo la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 18138 di ieri, ha accolto il ricorso del curatore fallimentare di una società che, dopo la cancellazione dal registro delle imprese, aveva ricevuto la notifica del fallimento, in persona dei soci, chiesto da Equitalia. Nelle motivazioni i Supremi giudici hanno enunciato il principio secondo cui «in tema di procedimento per la dichiarazione di fallimento di una società di capitali cancellata dal registro delle imprese, la legittimazione al contraddittorio spetta al liquidatore sociale, poiché, pur implicando detta cancellazione l'estinzione della società, ai sensi dell'art. 2495 codice civile, nondimeno entro il termine di un anno da tal evento è ancora possibile, ai sensi dell'art. 10 legge fallimentare, che la società sia dichiarata fallita se l'insolvenza si è manifestata prima della cancellazione o nell'anno successivo, con procedimento che deve svolgersi in contraddittorio con il liquidatore, il quale, anche dopo la cancellazione è altresì legittimato a proporre reclamo avverso la sentenza di fallimento». A pesare sulla decisione del Collegio due sentenze delle Sezioni unite civili della Cassazione: la n. 6070 e la n. 6071. In quell'occasione i Supremi giudici sancirono che il giudizio in cui la società attrice o convenuta sia cancellata dal Registro e, quindi, estinta può essere proposto o proseguito nei confronti dei soci, ove si tratti di giudizio in cui i creditori abbiano convenuto in giudizio la società, mentre il giudizio può proseguire a iniziativa dei soci nel caso di rapporti attivi della società. Ne deriva che, anche in questo caso, l'efficacia costitutiva della cancellazione, che è disposta dall' ufficio del Registro, sotto la sorveglianza del giudice, che attiene al controllo formale del procedimento, determinando la estinzione della stessa, configura una successione in virtù della quale le obbligazioni di essa si trasferiscono ai soci. Questi, poi, ne rispondono nei limiti di quanto riscosso a seguito della liquidazione o illimitatamente a seconda che essi fossero o meno illimitatamente responsabili per i debiti sociali.

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