Un posto, infine, potrebbe essere riservato anche alla revisione del trattamento fiscale delle svalutazioni dei crediti delle banche dato che, come ha spiegato ieri il ministro dell'economia e delle finanze, Fabrizio Saccomanni, durante l'audizione di fronte alle Commissioni finanze di camera e senato, «la disciplina attuale penalizza la competitività a livello internazionale».
Il credito per le imprese. In base a quanto emerso, tra gli elementi utili per sostenere l'offerta di credito alle imprese, in cima alla lista appare la proposta inoltrata dall'Associazione bancaria italiana (Abi) e dal Fondo monetario internazionale (Fmi) di concedere la piena deducibilità delle svalutazioni sui nuovi crediti e accelerare la deducibilità di quelle vecchie. A tale proposito Saccomanni ha però fatto presente che «è indubbio che tra gli elementi che possono sostenere l'offerta al credito delle imprese c'è la revisione del trattamento fiscale delle svalutazioni sui crediti delle banche perché la disciplina attuale penalizza la competitività a livello internazionale, ma è altrettanto vero che è necessario affrontare la questione relativa alle svalutazioni pregresse e future in modo da rendere omogeneo il loro trattamento a quello delle perdite sui crediti oltre a completare la disciplina fiscale dei crediti d'imposta per fiscalità differita estendendola all'Irap».
Sempre in tema di imprese, il ministro ha poi sottolineato come, dopo il 15 settembre, data entro la quale il ministero riuscirà ad avere un quadro delineato della situazione dei debiti della pubblica amministrazione, sarà possibile procedere, situazione economica permettendo, all'emissione di altri 10 miliardi di rimborsi.
Tobin tax. Affrontato, poi, il problema dei possibili effetti negativi derivanti dalla Tobin Tax. A questo proposito Saccomanni ha riferito che, «se da un lato l'introduzione dell'imposta sulle transazioni finanziarie è utile per porre un freno alle attività speculative di trading, dall'altro lato è anche vero che la sua introduzione rischia di far scomparire l'attività di trading soggette a imposte con il conseguente loro spostamento su altre piazze, vanificando così il gettito». Ancora in ballo invece la questione relativa all'applicazione dell'imposta sui derivati dei titoli azionari e obbligazionari. Per questi ultimi però, Saccomanni, ha spiegato che «l'estensione comporta forti rischi, perché l'imposta potrebbe essere traslata all'indietro sull'emittente, aggravando, tramite l'innalzamento dei tassi lordi, il costo del finanziamento per lo stato e per le imprese».
Imposte e gettito. Se a conclusione del suo intervento, il ministro, ha dichiarato la sua titubanza circa una possibile eliminazione del costo del lavoro dalla base imponibile Irap ritenendo preferibile una riduzione del cuneo fiscale sui contributi sociali, ha però poi dichiarato la sue fiducia per quel che riguarda la tenuta dei conti pubblici. «Questo risultato», ha evidenziato il ministro, «è frutto di entrate tributarie in linea con quanto previsto a settembre 2012 (+8,8 miliardi di imposte dirette) e in lieve miglioramento negli ultimi due mesi, ciò non toglie però che sia necessaria sia la ridistribuzione del carico fiscale, sia la rideterminazione delle base imponibili catastali. Per riuscire in questo intento però, è importante che il governo approvi nel più breve tempo possibile la delega fiscale al fine di poter iniziare i lavori per la riforma del catasto che, in ogni caso, non porterà ad incrementi complessivi di gettito rimanendo entro il tetto dei 12 miliardi del 2012».
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