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I conti in regola non eliminano i controlli

del 25/07/2013
di: La Redazione
I conti in regola non eliminano i controlli
L'accertamento fiscale basato sullo scostamento del reddito della ditta individuale, dagli studi di settore, è legittimo anche in presenza di una contabilità regolare. Spetta, inoltre, all'amministrazione finanziaria l'adozione del metodo induttivo o di quello analitico. Questi i principi sanciti dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 17952 di ieri, ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle entrate. La sezione tributaria ha ribaltato il verdetto emesso dalla Ctr di Napoli che, in precedenza, aveva ritenuto illegittimo l'accertamento spiccato nei confronti di una ditta individuale basato sullo scostamento fra il reddito e la media di settore. In particolare i giudici di merito avevano motivato che la contabilità semplificata del contribuente non poteva ritenersi irregolare dal momento che non era rilevante la mancata indicazione in fattura, del costo unitario dei beni, né l'omessa contabilizzazione delle giacenze in magazzino. Adottando un verdetto opposto, i Supremi giudici hanno invece ritenuto che, al di là delle regolarità della contabilità, gli studi potevano essere applicati. Ciò in virtù del principio secondo cui l'accertamento mediante applicazione degli studi di settore, se richiede pur sempre che lo scostamento del reddito dichiarato denoti una grave incongruenza ai fini dell'avvio della procedura finalizzata all'accertamento tributario standardizzato mediante l'applicazione dei parametri o degli studi di settore, tuttavia costituisce un sistema unitario. In quanto tale, quindi, non si colloca all'interno della procedura di accertamento di cui all'art. 39 del dpr 600/1973, ma la affianca. È, infatti, indipendente dall'analisi dei risultati delle scritture contabili, la cui regolarità, per i contribuenti in contabilità semplificata, non impedisce l'applicabilità dello standard, né costituisce una valida prova contraria, laddove, per i contribuenti in contabilità ordinaria, l'irregolarità' della stessa costituisce esclusivamente condizione per la legittima attivazione della procedura standardizzata. In sentenza è poi chiarito che la Ctr non ha il potere di sindacare sulla validità dell'accertamento quantificandone l'ammontare.

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