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Carte di credito, costi a dieta

del 25/07/2013
di: di Simona D'Alessio
Carte di credito, costi a dieta
Più «soft» il pagamento con carta elettronica: da una media dello 0,9% (che, in alcuni stati, sale all'1,5%), si punta, infatti, a porre un tetto alle commissioni bancarie: 0,2% per le transazioni con bancomat e 0,3% per le carte di credito. E ad abbassare i costi sia per gli istituti, sia per i consumatori. A prevederlo la proposta contenuta in una direttiva della Commissione europea, che pone dei limiti alle «interchange fees», ossia alle quote corrisposte dai negozianti ai gestori delle carte ma che, secondo l'Ue, finiscono per ricadere sugli utenti. E che, in linea di massima, riguardano soprattutto l'acquisto dei biglietti aerei online.

Si prevede che, per un periodo transitorio di 22 mesi, il massimale fissato per le commissioni valga esclusivamente per scambi e acquisti in ambito internazionale poi, successivamente, anche per quelli nel proprio paese. Attualmente, l'80% circa del totale delle transazioni nel Vecchio continente si svolge ancora tramite passaggio di denaro contante, mentre del restante 20% soltanto la metà avviene attraverso l'impiego della cosiddetta «moneta elettronica». Si calcola che quasi tutti gli europei che possiedono un conto corrente abbiano in dotazione un bancomat, e il 40% una carta di credito. Secondo gli «attori» maggiormente colpiti dal provvedimento (Visa e Mastercard che, insieme, detengono un vero e proprio monopolio, avendo in mano il 96,8% del mercato), la misura presentata ieri, a Bruxelles, non incoraggia una maggiore diffusione della modalità di pagamento «moderna». E, per avvalorare la tesi, mettono in evidenza quanto accaduto in Spagna, dove una simile regolamentazione ha sortito l'effetto di agevolare da un lato il lievitare delle tariffe a carico dei cittadini e, dall'altro, di far arretrare l'uso delle carte.

L'iniziativa, però, s'imponeva a giudizio del commissario per il mercato interno e i servizi finanziari Michel Barnier, autore della direttiva insieme al vicepresidente e responsabile per la concorrenza Joaquin Almunia, partendo dal presupposto che il sistema dei pagamenti in Europa «è frammentato e costoso: pesa 130 miliardi all'anno, pari a oltre l'1% del pil», oneri «che la nostra economia non può sostenere». Scopo della direttiva è, inoltre, intervenire per rendere più efficace la tutela dei consumatori dalle frodi e nell'eventualità si verifichino abusi e «incidenti»: nel dettaglio, in caso di pagamenti con carta non autorizzati, ai proprietari potrà essere chiesto di sostenere perdite estremamente limitate, fino a un massimo di 50 euro rispetto ai 150 attuali. Analizzando i contenuti del «pacchetto legislativo» di Bruxelles, a preoccupare Javier Perez, presidente di MasterCard Europe, sono anche le restrizioni della «Honour-All-Cards Rule», la norma che impone agli esercenti di accettare tutte le carte, perché teme «possano, in realtà, danneggiare e penalizzare i consumatori e i piccoli commercianti, ostacolando la concorrenza e l'innovazione nel panorama dei pagamenti europei». L'iter del testo è, intanto, appena iniziato: per entrare in vigore, infatti, dovrà ottenere il via libera del Consiglio e del Parlamento Ue.

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