Domanda. Diversi professionisti, periti industriali in particolare, lamentano che, nonostante i chiarimenti della direzione centrale (si veda anche ItaliaOggi del 15/06/2013), le direzioni periferiche si comportano in modo difforme da quanto l'Inps asserisce e cioè: non interrompono gli invii di atti e non annullano eventuali provvedimenti già notificati. Come si spiega?
Risposta. Mi accerterò personalmente di questo. Le sedi periferiche hanno ricevuto le comunicazioni che gli atti in questione sono stati annullati. In più ci sono le lettere inviate ai professionisti dove l'Inps ammette l'errore. Quindi se queste situazioni si stanno verificando non hanno alcun fondamento.
D. I professionisti per legge devono iscriversi alla cassa di previdenza di categoria. Come nasce questo incidente allora?
R. Ogni anno l'Inps fa dei controlli a campione incrociando i dati di cittadini che potenzialmente potrebbero essere iscritti alla gestione separata. In questo caso il sistema informatico ha saltato qualche «codice di controllo». E dentro sono finiti circa 11-12 mila professionisti ai quali sono stati inviati degli atti di accertamento che, ci tengo a precisare, sono cose diverse dalle cartelle pazze che invece sono titoli esecutivi.
D. Quali professioni sono state più colpite?
R. Biologi (Enpab), periti industriali (Eppi), agronomi e forestali, chimici, geologi e attuari (Epap), ingegneri e architetti (Inarcassa) e consulenti del lavoro (Enpacl).
D. Una situazione analoga è già successa qualche anno fa con i professionisti «over 65» e abbiamo visto che c'è voluta una legge per uscire dal pantano. E un errore dopo l'altro disorienta i malcapitati destinatari di queste comunicazioni. Quali garanzie hanno i liberi professionisti di non essere, diciamo, «perseguitati» dall'Inps?
R. Ci tengo a precisare che stiamo comunque parlando di operazioni complesse che, nonostante qualche errore che pure abbiamo riconosciuto, dal 2004 ad oggi hanno portato ad accertare circa 100 milioni di contributi non versati e alla iscrizione alla gestione separata di circa 8-10 mila soggetti l'anno con tutto ciò che ne consegue in termini di continuità nella contribuzione.
