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Viaggi, sconti taglia Iva

del 24/07/2013
di: di Franco Ricca
Viaggi, sconti taglia Iva
Lo sconto che l'intermediario concede al cliente finale, a valere sulla commissione dovutagli dal fornitore, riduce la base imponibile della prestazione di intermediazione. Ciò vale anche nel caso in cui l'operazione principale sia costituita da un pacchetto turistico, sottoposta al regime speciale delle agenzie di viaggio. Questo il parere espresso dall'avvocato generale presso la Corte di giustizia Ue nelle conclusioni depositate il 18 luglio 2013 nel procedimento pregiudiziale C-300/12.

Secondo l'avvocato, si rendono applicabili anche in una fattispecie simile i principi della sentenza Gibbs del 24 ottobre 1996, causa C-317/94, nella quale la Corte ha statuito che il produttore che emette buoni sconto e ne rimborsa il valore direttamente all'acquirente finale ha diritto a ridurre la base imponibile delle vendite effettuate nei confronti del commerciante che ha accettato il buono, anche se quest'ultimo rimane estraneo alla rettifica dell'operazione.

A sollevare le questioni sono i giudici tedeschi nell'ambito di una controversia che riguarda un'agenzia di viaggi che propone ai suoi clienti pacchetti realizzati da un tour operator. Per promuovere le vendite, l'agenzia accorda ai clienti sconti sul prezzo del pacchetto dei quali si fa carico, riducendo il valore della commissione pattuita con il tour operator. In pratica, il consumatore paga all'agenzia il prezzo al netto dello sconto, mentre l'agenzia retrocede al tour operator il prezzo intero, deducendo l'importo dello sconto dalla propria commissione. Dopo avere inizialmente liquidato l'Iva sulla commissione al lordo dello sconto, l'agenzia chiedeva la rettifica dell'imposta corrispondente al valore degli sconti, ritenendo che costituissero una riduzione del corrispettivo delle prestazioni di intermediazione da essa rese a favore dei tour operator.

La domanda veniva accolta solo parzialmente dall'amministrazione finanziaria, per cui sorgeva una controversia che i giudici nazionali hanno deciso di sospendere per sottoporre alla Corte di giustizia alcune questioni sull'interpretazione della direttiva Iva.

La questione principale mira a sapere se i principi della citata sentenza Gibbs si rendano applicabili anche nel caso in cui un intermediario (agenzia di viaggi) accordi al destinatario dell'operazione principale, ossia all'acquirente del pacchetto realizzato dal tour operator, una riduzione sul prezzo dell'operazione principale oggetto dell'intermediazione. In caso affermativo, i giudici chiedono inoltre alla Corte di sapere se i principi si applichino anche se l'operazione principale, ma non l'intermediazione, ricade nel regime speciale del margine per le agenzie di viaggi, nonché, e a quali condizioni, nell'ipotesi di esenzione parziale dell'operazione principale. In merito alla prima questione, l'avvocato ritiene non vi sia motivo di escludere l'applicazione dei principi della sentenza Gibbs e di negare, quindi, la riduzione dell'imponibile all'intermediario. Lo sconto sul prezzo che l'agenzia di viaggi concede al consumatore si traduce, di fatto, in termini economici, in una riduzione della commissione che il tour operator le riconosce. Negando la riduzione, pertanto, si obbligherebbe l'agenzia intermediaria a pagare un importo di Iva calcolato su una cifra d'affari maggiore rispetto a quella effettivamente realizzata. Conclusione che non è inficiata dalla circostanza che l'operazione principale sia soggetta al regime speciale del margine, atteso che, come dimostra l'avvocato con alcuni esempi, il risultato economico non cambia rispetto al regime ordinario del corrispettivo. Quanto all'ipotesi in cui l'operazione principale sia in parte esente, perché il viaggio avviene parzialmente al di fuori dell'Ue, le difficoltà di determinare la quota imponibile e quella esente non possono precludere, ad avviso dell'avvocato, il diritto dell'intermediario di ridurre adeguatamente la propria base imponibile.

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