Consulenza o Preventivo Gratuito

Semplificazioni aggrovigliate

del 24/07/2013
di: di Giovanni Galli
Semplificazioni aggrovigliate
Semplificazioni fiscali a passo di gambero. Via la solidarietà al pagamento dell'Iva negli appalti, resta il vincolo per le ritenute fiscali. A meno che l'appaltatore non si procuri il documento unico di regolarità tributaria del subappaltatore (Durt). Ma per farlo, se è un piccolo imprenditore che versa l'Iva trimestralmente, dovrà rinunciare a questa agevolazione e assoggettarsi al versamento mensile. Insomma, per evitare una complicazione, non soltanto se ne dovrà accettare un'altra, ma si dovrà anche rinunciare a una semplificazione. Questa la sconfortante conclusione che si ritrae dall'ennesimo esempio di legiferazione semplificatrice che sta per consegnarci il parlamento con la conversione in legge del cosiddetto decreto del fare, il cui voto alla camera è previsto per oggi e sul quale il governo ha posto la fiducia. L'articolo 50 del decreto, inserito nel capo II, denominato «semplificazione in materia fiscale», nella stesura originaria modificava il comma 28 dell'art. 35 del dl n. 223/2006, concernente la disciplina della responsabilità fiscale negli appalti, eliminando da tale disciplina il versamento dell'Iva e limitandola, dunque, al versamento delle ritenute di lavoro dipendente. Il parlamento, invece, ha ritenuto opportuno rimodulare anche la responsabilità solidale e le sanzioni in materia di versamento delle ritenute, prevedendo l'esclusione della responsabilità se l'appaltatore verifica la corretta esecuzione dei versamenti acquisendo il Durc relativo alla posizione del subappaltatore presso uno degli uffici dell'Agenzia delle entrate, attestante l'inesistenza di debiti tributari per imposte, sanzioni o interessi scaduti e non estinti. Lo stesso deve fare il committente, prima di pagare il corrispettivo all'appaltatore, se vuole evitare una sanzione fino a 200 mila euro nell'ipotesi di irregolarità dell'appaltatore o del subappaltatore. Per il rilascio del Durc, l'Agenzia delle entrate predisporrà un apposito portale per l'acquisizione dei flussi informativi. I soggetti che vi abbiano interesse potranno richiedere la registrazione nel portale, trasmettendo, in attesa dell'entrata a regime della fatturazione elettronica, i dati contabili e i documenti primari relativi alle retribuzioni erogate, ai contributi versati e alle imposte dovute. Tutto questo suona già abbastanza complicato. Ma il pezzo più pregiato è nella disposizione del nuovo comma 28-sexies che il decreto del fare aggiunge all'art. 35 del dl n. 223/2006, la quale, decrittata, stabilisce che i contribuenti Iva «minori» (volume d'affari massimo di 400 mila o 700 mila euro, a seconda del tipologia delle operazioni), che risultano validamente registrati nel portale di cui sopra, devono eseguire le liquidazioni periodiche e i relativi versamenti d'imposta con frequenza mensile. A parte il fatto che la collocazione di questa disposizione all'interno della disciplina della responsabilità delle ritenute sugli appalti richiede un certo sforzo per scoprire di quali liquidazioni e versamenti d'imposta si tratti, il senso (non proprio chiaro), come conferma Enrico Zanetti (si veda altro articolo in pagina), è purtroppo quello anticipato all'inizio: i contribuenti Iva «minori», se vogliono accedere alla «semplificazione» (si fa per dire) del Durc digitale, devono rinunciare alla possibilità di versare l'Iva trimestralmente e adottare la frequenza mensile.
vota