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Srls e Srlcr, obiettivo mancato

del 20/07/2013
di: di Beatrice Migliorini
Srls e Srlcr, obiettivo mancato
Il 60% delle Srl semplificate e a capitale ridotto (Srls e Srlcr) è inattivo. L'89,8% dichiara inoltre di non avere addetti. Delle 12.973 società iscritte al registro delle imprese al 31 maggio 2013, solo 5.204, ovvero il 40,1%, stanno svolgendo attività, mentre 7.740 imprese risultano del tutto inattive e solo lo 0,2% (ovvero 29 unità in totale), è in fase di scioglimento o liquidazione. A contribuire in misura maggiore a questa statistica, le Srl semplificate che partecipano per il 66,4% del totale, con 8.620 imprese iscritte al registro al 31 maggio 2013. Questi i risultati dell'indagine svolta dall'Associazione sindacale dei notai della Lombardia, presentati ieri a Milano, in occasione del convegno «Le nuove tipologie di Srl. Un bilancio ad un anno dalla loro introduzione: luci e ombre».

I dati e le classi di capitale. Su un totale di 8.620 Srls, ovvero quelle il cui capitale è compreso tra 1 e 9.900 euro, solo in 3.330 (il 38,6%) l'attività è svolta, a fronte di 5.268 (61,1%) Srls non attive e di 22 unità in fase di liquidazione o scioglimento. In proporzione non così grave appare invece la situazione delle Srlcr, ovvero quelle che, pur potendo avere un capitale di base compreso tra 1 e 9.900 euro, possono essere aperte solo da soggetti che hanno compiuto 35 anni. Su un totale di 4.353 unità iscritte al registro delle imprese, 1.874 (43,1%) svolgono attività, 2.472 (56,8%) risultano, invece, inattive e solo 7 sono in fase di scioglimento o liquidazione.

Vasto il panorama anche delle classi di capitali. In base ai dati forniti da Infocamere, il 19% delle società interessate ha un capitale sociale compreso tra 500 e 900 euro, il 17% ha invece aderito all'opzione «un euro», mentre a pari merito con il 14% delle adesioni, le fasce tra 900 e 1.000 euro e oltre i 2 mila euro. Fanalino di coda la fascia di capitale tra i 100 e i 200 euro.

L'aspetto occupazionale. Se, da un lato, a guidare la classifica delle attività economiche per cui viene scelto il modello Srl sono i settori del commercio al dettaglio e all'ingrosso (escluso quello di autoveicoli e motocicli), la costruzione di edifici e la ristorazione, è anche vero però che questi dati contrastano con quelli relativi alla classe di addetti. L'89,8% delle società ha, infatti, dichiarato di non aver nessuno addetto, il 5,5% di averne solo uno, il 3,8% di averne da 2 a 5, lo 0,3% di averne da 6 a 9. All'interno poi del restante 0,3%, lo 0,2% ha dichiarato di avere tra 10 e 19 addetti e solo lo 0,1% di averne da 0 a 49.

La diffusione territoriale. In testa alla classifica con il maggior numero di Srls e Srlcr aperte al 31 maggio, il Sud e le isole che vantano un totale di 5.607 unità, di cui 4.011 Srls e 1.596 Srlcr. Al secondo gradino del podio il Nord, con 3.949 unità iscritte al registro, di cui 2.373 Srls e 1.576 Srlcr. Medaglia di bronzo al Centro Italia con 3.417 unità, di cui 2.236 Srls e 1.181 Srlcr.

La proposta del Consiglio nazionale del notariato. A commentare i dati e a spiegare le proposte di modifica alla normativa attuale, Enrico Sironi, responsabile dell'area propositiva del Consiglio nazionale del notariato. «È evidente», ha sottolineato Sironi, «che per quanto la possibilità di poter costituire una Srl con solo un euro sia allettante, in concreto non ha dato i risultati sperati, soprattutto in termini occupazionali. Il fatto che il 60% delle unità risulti inattivo e che l'89,8% dei titolari dichiari di non avere nessun addetto ne è la dimostrazione». Opinione questa condivisa dagli altri partecipanti al convegno, primi tra tutti Cristian Ferraris, responsabile della piccola impresa Assolombarda e Domenico Chiofalo, presidente dell'Associazione sindacale dei notai della Lombardia. Per Ferraris «l'introduzione di questa tipologia di Srl non ha portato nessun incremento nemmeno in termini associativi», mentre secondo Chiofalo «i problemi per le società si verificano soprattutto dopo l'atto di costituzione, non durante, ragion per cui sarebbe più importante prevedere delle agevolazioni fiscali durante il primo anno di vita dell'impresa, anziché in partenza». Proprio a correggere il tiro in corso d'opera è arrivata la proposta del Consiglio nazionale del notariato. «Secondo il Consiglio», ha spiegato Sironi, «bisognerebbe agire per unificare le fattispecie di Srlcr e Srls, inserendo, inoltre, una disciplina dedicata alla fase ordinaria di vita e sviluppo della società, mediante un accantonamento rafforzato di utili alla riserva legale fino al raggiungimento di un patrimonio di 10 mila euro, pari al capitale di una Srl ordinaria. Oltre a pensare alla sospensione, per il primo anno di esercizio, della disciplina del ripianamento delle perdite».

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