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Spedizione bollette con l'Iva

del 19/07/2013
di: di Roberto Rosati
Spedizione bollette con l'Iva
E' dovuta l'Iva sulle spese di spedizione delle bollette che l'operatore telefonico addebita al cliente: anche se, a monte, il costo della spedizione fatturato da Poste italiane all'impresa è esente dall'imposta, nel successivo riaddebito all'utente l'importo concorre a formare l'imponibile del servizio di telecomunicazione ai sensi dell'art. 13 del dpr 633/72. Non trattandosi di una spesa anticipata “in nome e per conto” del cliente, infatti, non sussistono i presupposti per l'esclusione dalla base imponibile ai sensi dell'art. 15 dello stesso dpr. Lo ha stabilito la corte di cassazione nella sentenza n. 17614, depositata ieri, 18 luglio 2013.

Secondo il giudice di legittimità, poiché il costo sopportato per l'anticipazione delle spesa sostenuta nei confronti delle Poste italiane dalla Telecom, per la spedizione della fattura a mezzo del servizio postale, prevista dalle condizioni generali di contratto come costo da addebitare a carico dell'utente, non è, in mancanza di previsione nelle condizioni contrattuali, un'anticipazione eseguita in nome e per conto dell'utente, ma solo un'anticipazione per conto (e nell'interesse) dello stesso, non ricorre la previsione di esclusione di cui al n. 3 dell'art. 15 citato. Pertanto, scrive la corte suprema, il riaddebito delle spese di spedizione all'utente “fa parte della base imponibile ai sensi dell'art. 13”, con la conseguenza che legittimamente Telecom ricarica detta spesa dell'Iva…”, essendo irrilevante il fatto che, nel rapporto con Poste italiane, Telecom non subisca l'addebito dell'imposta in quanto l'art. 10 del dpr 633/72 esenta dal tributo le prestazioni di servizio postale universale.

La statuizione della corte suprema appare in linea con il dettato normativo, anche se va ricordata una risalente pronuncia di segno contrario del ministero delle finanze, relativa ad una fattispecie simile. Con la risoluzione n. 502030 del 19 maggio 1973, infatti, il ministero affermò che, nell'ambito delle vendite per corrispondenza, il riaddebito delle spese di spedizione, poste contrattualmente a carico del cliente, si configura quale anticipazione in nome e per conto, esclusa dall'Iva ai sensi dell'art. 15, dpr 633/72.

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