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Massima copertura sulla residenza del denunciante

del 18/07/2013
di: Stefano Manzelli
Massima copertura sulla residenza del denunciante
Nei contatti con le persone indagate per stalking la polizia dovrà evitare di redigere il verbale di identificazione ed elezione di domicilio. In questo modo il molestatore non verrà a conoscenza diretta dell'eventuale querela che potrebbe esasperare ulteriormente la situazione. Lo ha chiarito la procura della repubblica di Ravenna con la circolare n. 701 del 4 luglio 2013. Il fenomeno dello stalking è particolarmente insidioso e per questo la procura ha diramato un protocollo ad hoc per le indagini di polizia giudiziaria. Il primo contatto con la persona offesa è di fondamentale importanza, specifica la circolare, anche perché spesso la vittima si rivolge direttamente alla polizia senza passare da un avvocato. Gli organi di pg dovranno quindi fare particolare attenzione per spiegare alla persona offesa il percorso processuale spiegando che se la stessa vorrà avere un ruolo attivo nel processo dovrà costituirsi parte civile e quindi rivolgersi a un legale. Specifica inoltre la nota romagnola che sulla querela e su tutti gli atti di indagine destinati a entrare nel fascicolo del pubblico ministero non andrà mai riportato l'indirizzo di domicilio o residenza della persona molestata, tantomeno il telefono o altri dettagli della stessa. L'art. 612-bis del codice penale descrive gli atti persecutori in termini di minaccia o molestia. L'invio di sms minacciosi, gli appostamenti, i pedinamenti e l'invio di regali non graditi sono sintomatici di attività di molestia. La polizia dovrà sentire tutte le persone in grado di riferire circostanze utili per le indagini ma con cautela, per evitare il rischio che lo stalker si arrabbi ancora di più.

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