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Perdite su crediti, effetti nulli su stima di ricavi

del 17/07/2013
di: Fabrizio G. Poggiani
Perdite su crediti, effetti nulli su stima di ricavi
Nei modelli degli studi di settore, sterilizzazione delle perdite su crediti e dell'Irap riferita al costo del lavoro, per evitare l'alterazione degli indicatori di normalità economica. Con la circolare 23/E dello scorso 15 luglio (si veda ItaliaOggi del 16/07/2013) l'Agenzia delle entrate ha fornito precisazioni finalizzate anche alla corretta compilazione del modello degli studi di settore, relativi al periodo d'imposta 2012.

Con riferimento ai lavoratori dipendenti, il quadro «A» è stato modificato con l'introduzione di un nuovo rigo destinato a ricevere i dati degli apprendisti che operano all'interno di studi professionali.

Tale indicazione, a parere dell'Agenzia, si rende necessaria al fine di una possibile e futura introduzione di un correttivo, destinato a modificare la stima dei ricavi per effetto della minore qualificazione del dipendente stesso.

Le novità riguardano anche i dati richiesti dai quadri «F» e «G», con particolare riguardo a quelli di natura contabile che il contribuente deve necessariamente indicare.

Con riferimento a detti dati, nella circolare si segnala la modifica della rubricazione del rigo «F1» con il richiamo al comma 2, dell'articolo 85, dpr n. 917/1986 (Tuir), che prevede l'inclusione nel valore dei ricavi complessivi del «valore normale dei beni (…) assegnati ai soci o destinati a finalità estranee all'esercizio dell'impresa»; prevista, inoltre, l'inclusione dei canoni di noleggio all'interno del rigo «F18», con specifica indicazione all'interno del campo 3.

Con riferimento al rigo «F22» rubricato «Oneri diversi di gestione», risulta interessante l'introduzione del nuovo campo «4», nel quale il contribuente deve indicare l'ammontare delle perdite su crediti; detta novità permette di neutralizzare gli effetti della congiuntura (inesigibilità dei crediti) sulla stima dei ricavi. Nel rigo «F23», tra gli altri componenti negativi, si deve indicare l'ammontare dell'Irap riferibile alla quota imponibile delle spese per il personale dipendente pagata negli anni precedenti.

Restano esclusi dall'indicazione, rigo «F29», i beni strumentali oggetto dell'azienda concessa in godimento a terzi (usufrutto o affitto) che sono indicati nello specifico rigo «F05» e che non concorrono alla stima dei ricavi. L'Agenzia richiama a una maggiore attenzione nella compilazione del modello i contribuenti «ex minimi», ovvero di quei contribuenti che hanno cessato l'applicazione del regime agevolato, di cui ai commi da 96 a 117, art. 1, legge 244/2007, nel corso del periodo d'imposta 2011 o in anni precedenti. Il problema principale riguarda, soprattutto, l'applicazione del «principio di cassa» correlato al detto regime che può comportare effetti nell'esercizio considerato (2012). Sul punto, l'Agenzia precisa che i risultati degli studi di settore, applicati a detti soggetti e in particolare a quelli esercenti attività d'impresa, non potranno essere utilizzati ai fini accertativi nell'anno in cui il contribuente cessa di applicare il regime agevolato (art. 5, dm 11/02/2008), con la conseguenza che non si rende necessario elaborare nuovamente i dati contabili indicati nell'anno di cessazione del regime.

Diametralmente opposta la situazione degli esercenti arti e professioni che, notoriamente, applicano il regime di cassa (artt. 53 e 54 del Tuir) e per i quali, in assenza di una specifica disposizione, restano soggetti all'attività di accertamento anche nell'anno di uscita dal regime. Preso atto della revisione «congiunturale speciale» degli studi di settore anche per il periodo d'imposta 2012 (art. 8, dl 185/2008), talune informazioni sono state cassate dal quadro «X» e sono state fatte transitare nel nuovo quadro «T» («congiuntura economica»).

La compilazione del quadro «T» consente l'applicazione dei correttivi, tenendo conto anche dei dati di annualità pregresse, come l'andamento dei ricavi dichiarati nel tempo e di talune voci di costi.

Nel quadro «X» sono state richieste alcune informazioni rilevanti per l'applicazione degli studi, mentre nel quadro «V» il contribuente può comunicare la presenza di determinate situazioni che rendono non applicabile, ai fini dell'accertamento, il risultato dello studio di settore applicato; le condizioni sono state indicate nel dm 11/02/2008.

Infine, all'interno di determinati modelli è presente anche il quadro «Z», destinato a ricevere taluni dati complementari, che è stato sensibilmente alleggerito giacché una serie di informazioni non sono state ritenute più utili perché riferite a studi di settore in evoluzione nel periodo d'imposta 2013, con l'eccezione dello studio VM04U destinato alle farmacie che, al contrario, è stato integrato con i righi «Z7» e «Z10», destinati a tenere conto del nuovo sistema di remunerazione della filiera.

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