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Nuovi indicatori di coerenza

del 16/07/2013
di: di Fabrizio G. Poggiani
Nuovi indicatori di coerenza
Nuovi indicatori di coerenza per gli studi di settore 2012. Tra questi, l'indicatore che consentirà al fisco di determinare l'apporto dei collaboratori alla formazione di ricavi e quello che misurerà, invece, il grado di copertura dei costi relativi ai beni strumentali acquisiti in proprietà o in godimento.

Con la circolare 15/07/2013 n. 23/E, l'Agenzia delle entrate è intervenuta, nell'imminenza della scadenza delle dichiarazioni 2012, fornendo i chiarimenti per la corretta compilazione degli studi di settore del periodo d'imposta 2012.

Il documento ricorda che per la verifica del limite dei ricavi oltre il quale si rende applicabile lo studio in presenza di attività di vendita di beni soggetti ad aggio o ricavo fisso, si devono considerare solo gli aggi o il differenziale tra il ricavo e il prezzo corrisposto al fornitore.

Per tutti i 205 studi di settore è stato valutato l'impatto della crisi con l'introduzione di correttivi analoghi, per costruzione e funzionamento, a quelli introdotti per il periodo d'imposta precedente (2011).

Stante la presenza di una clausola d'inapplicabilità per le cooperative, le società consortili e i consorzi che operano esclusivamente a favore di imprese socie, associate o degli utenti stessi, evidenziata la necessità di verificare in modo diverso quelle che operano nel comparto degli appalti (pubblici, privati, servizi e di edilizia) con particolare riguardo a quelle che sono state costituite per ottenere i requisiti minimi richiesti dalla gara di appalto.

L'agenzia esclude la causa di inapplicabilità e la conseguente applicazione dei parametri, giacché le modalità contrattuali utilizzate prevedono l'emissione della fattura del socio o del consorziato a carico dell'ente che procede, a sua volta, con l'ulteriore emissione della fattura a carico del committente; in tal caso l'attività non può ritenersi svolta esclusivamente a favore del socio o degli utenti.

Con il dm 28/12/2012, che tiene conto delle quotazioni ufficiali degli immobili (Omi), sono stati individuati taluni indicatori che tengono conto dei prezzi di riferimento degli immobili per ogni singola zona comunale.

In assenza di dati ufficiali per tutte le tipologie immobiliari sono stati considerati i prezzi di riferimento degli immobili dei comuni confinanti più simili, tenendo conto di tutte le tipologie presenti (abitazioni civili, di tipo economico, laboratori, magazzini, negozi, uffici, ville e villini) e della relativa collocazione (centrale, semicentrale, periferica, rurale e suburbana).

Il decreto citato ha introdotto anche nuovi indicatori e un correttivo per quattro studi di settore e due correttivi per lo studio VG68U (Trasporto di merci su strada e servizi di trasloco).

Tra gli altri si evidenzia il margine per addetto «non» dipendente che misura il «margine» del collaboratore e l'indice di copertura del costo per il godimento di beni di terzi e degli ammortamenti, che tiene conto del margine netto di remunerazione, nonché la resa del capitale, che misura l'apporto dei beni strumentali alla «creazione di valore».

Per ben cinque attività è stato introdotto il cosiddetto «modello lineare misto» (Lmm) che permette di utilizzare i dati e offrire il risultato, tenendo conto di variabili indipendenti l'una dall'altra e che consente di utilizzare informazioni correlate alla componente territoriale.

Interessati, riparazione di beni di consumo, costruzioni, servizi di fotocopiatura, commercio al dettaglio di mobili usati, antiquariato e piccoli animali domestici. La parte da leone, però, la fanno i correttivi per la crisi, destinati a far si che il software tenga conto, per il 2012, della modifica del funzionamento dell'indicatore «durata delle scorte», dei correttivi specifici, di quelli congiunturali e di quelli individuali; naturalmente, gli ultimi tre correttivi indicati si applicano ai soggetti che nel periodo d'imposta considerato dichiarano ricavi e/o compensi inferiori a quelli puntuali elaborati da Gerico. Con riferimento all'attività di accertamento, l'Agenzia delle entrate precisa che l'utilizzo dei risultati degli studi di settore evoluti per la determinazione dei ricavi di periodi pregressi si rende possibile solo in assenza di incoerenze negli indicatori economici (circ. 25/E/2001) o in presenza di incoerenze rilevate per infedeltà delle informazioni utilizzate ai fini del calcolo.

Infine, il documento ricorda che il modello Ine, da presentare a cura di chi non applica gli studi di settore, non deve essere compilato dai contribuenti collocati nelle aree colpite dal sisma del maggio 2012 (provv. 27/05/2013) e che l'operazione «comunicazioni di anomalia», già eseguita per i periodi d'imposta precedenti, è stata replicata anche per il 2013, alla stessa stregua di quella inerente all'invito alla presentazione del modello degli studi di settore e della segnalazione delle cause di «non congruità».

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