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Tributaristi: competenze in chiaro

del 13/07/2013
di: Pagina a cura di Lucia Basile
Tributaristi: competenze in chiaro
«Le professioni, ora regolamentate, tra norma quadro e certificazione della competenza». È il tema su cui si sono confrontati gli associati Lapet nel corso dei recenti convegni itineranti promossi dall'associazione nazionale dei tributaristi presieduta da Roberto Falcone. Tali eventi, nati allo scopo di approfondire l'analisi della legge 4/2013 rubricata Disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi, sono stati altresì occasione di incontro tra associati e massimi vertici dell'associazione. In particolare il 21 giugno a Cagliari è intervenuto il segretario nazionale Giovanna Restucci, mentre il 5 luglio a Perugia ha visto la partecipazione del presidente nazionale Roberto Falcone, nonché dell'onorevole Adriana Galgano, del presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi e della consigliera regionale Maria Rosi. Fil rouge degli appuntamenti la relazione sul tema di Giancarlo Puddu responsabile Centro studi Lapet. Con i dirigenti Lapet abbiamo voluto esaminare alcuni particolari aspetti della legge in questione.

Domanda. Perché questa legge?

Falcone. Fortemente voluta e sostenuta dalla Lapet che, nell'ambito di Assoprofessioni prima e di Cna professioni dopo, ne ha seguito tutto il suo iter sino alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, la sua ratio, sta nella tutela del cittadino-cliente. Intanto, nel rapporto tra cliente e professionista la legge chiarisce chi è il professionista, punendo l'eventuale abuso di titolo professionale con sanzioni previste dal codice del consumo, ben più gravose rispetto a quelle disposte dal codice deontologico dell'associazione.

Domanda. In che modo viene salvaguardata l'utenza?

Restucci. In primis, attraverso la qualificazione del professionista. Solo un soggetto qualificato può rispondere con qualità alla richiesta di una prestazione professionale da parte dell'utente.

Domanda. La legge introduce l'obbligo di contraddistinguere l'attività professionale in ogni documento e rapporto scritto con il cliente, con l'indicazione degli estremi della Legge 4/2013. È un onere che ricade su tutti i professionisti non ordinistici?

Puddu. L'obbligo spetta esclusivamente ai professionisti qualificati, cioè a quei professionisti che, in adempimento del dettato normativo hanno provveduto in autoregolamentazione alla qualificazione delle prestazioni professionali in conformità alle regole tecniche Uni o alla loro certificazione da parte dell'associazione o di altro ente certificatore. Tale obbligo pertanto non deve trarre in errore e far ritenere che ricada su qualsiasi prestatore d'opera intellettuale per il solo fatto di effettuare una prestazione professionale. Ne consegue che, il prestatore d'opera intellettuale che non ha provveduto a qualificare l'attività professionale non la potrà contraddistinguere con l'indicazione degli estremi della legge in questione. In questo caso quindi, l'eventuale indicazione degli estremi della legge potrebbe essere considerata a tutti gli effetti come pratica commerciale scorretta di cui al titolo III, parte seconda, del codice del consumo.

Domanda. Ancora oggi stentano a placarsi le polemiche sulla definizione di professione di cui all'art. 1.

Restucci. Il legislatore ha sancito il principio, già espresso dalla Corte costituzionale e dalla giurisprudenza della Corte di cassazione, del libero esercizio delle professioni, proponendo un sistema professionale che non si basa solo su riserve, ordini o albi, ma anche sulle associazioni professionali, concepite come garanti delle competenze degli associati secondo un sistema di competizione virtuosa di ispirazione anglosassone nel quale operano molteplici enti associativi a cui i professionisti possono aderire su base volontaria.

Domanda. In tale contesto quindi quale è il ruolo delle associazioni?

Puddu. La mission delle associazioni professionali è intesa a valorizzare le competenze degli iscritti, a definire le regole deontologiche, a garantire la tutela dell'utenza nel pieno rispetto delle regole della concorrenza. Tutela dell'utenza realizzata oltre che con le opportune coperture assicurative anche con l'attivazione di uno sportello di riferimento per il cittadino consumatore; la pubblicità delle associazioni professionali attraverso la pubblicazione delle informazioni sul sito web nel pieno rispetto delle norme del Codice del consumo; l'autoregolamentazione volontaria attraverso la definizione del profilo professionale con riferimento alla normativa tecnica Uni e la certificazione di conformità delle attività professionali alle norme tecniche Uni.

Domanda. Una grande responsabilità quindi…

Falcone. Tutelare i consumatori, garantendo la qualificazione professionale dei nostri associati, è da sempre il pilastro su cui si fonda il nostro impegno associativo. Ora, anche la legge 4/2013 ex art. 7 ci riconosce la possibilità di rilasciare, previe le necessarie verifiche, sotto la responsabilità del rappresentante legale, l'attestazione di qualità (vedi altro articolo nella pagina) dei nostri iscritti.

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