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Divieto Ogm, scontro Italia-Europa

del 13/07/2013
di: Luigi Chiarello
Divieto Ogm, scontro Italia-Europa
Il giorno dopo il voto alla camera della mozione che chiede il divieto di coltivazione di ogm in Italia attraverso l'applicazione della clausola di salvaguardia (si veda ItaliaOggi dell'11 luglio 2013), il governo vieta in modo esclusivo la coltivazione di mais geneticamente modificato, varietà MON810, sul territorio del Belpaese. Il divieto è disposto con decreto firmato ieri dai ministri alle politiche agricole, Nunzia Di Girolamo, della salute, Beatrice Lorenzin, e dell'ambiente, Andrea Orlando. Lo stop sarà in vigore fino all'adozione delle misure previste dal regolamento Ue 178/2002. E comunque per 18 mesi. Il provvedimento sarà notificato alla Commissione Ue e agli altri 27 Stati membri dell'Unione. Secondo il ministro De Girolamo, che ha annunciato il varo del provvedimento, il divieto al mais MON810 «è motivato dalla preoccupazione sollevata da uno studio del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura, consolidata da un approfondimento tecnico scientifico dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che evidenzia l'impatto negativo del mais gm sulla biodiversità». Non escludendo rischi su organismi acquatici, già evidenziati da un parere dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) del dicembre 2011. Nella serata di ieri, però è giunta la reazione di Futuragra, l'organizzazione che da anni è impegnata nella liberalizzazione del transgenico sul territorio italiano. «Il decreto firmato dai ministri alle politiche agricole, della salute e dell'ambiente non ha ragione di esistere ed è destinato ad avere vita breve», ha commentato Duilio Campagnolo, presidente di Futuragra. «Secondo una comunicazione giunta a Futuragra da parte dell'Unione europea infatti, per la Commissione non ci sono i motivi per adottare le misure di emergenza e di questo il governo italiano è stato già informato», ha detto Campagnolo. Nella lettera, firmata da Demetris Vryonides, capo unità per gli affari giuridici della direzione generale per la salute e i consumatori, si legge che «il 17 maggio 2013 la Commissione ha risposto all'Italia che, sulla base della propria valutazione preliminare, l'urgenza di adottare misure in forza degli articoli 53 e 54 del regolamento (CE) n. 178/2002 non fosse accertata». Inoltre la Commissione ha chiesto all'Efsa di valutare entro settembre gli elementi scientifici forniti dall'Italia. Futuragra ha reso noto che chiederà all'Ue di aprire un'infrazione contro l'Italia per «la chiara volontà di non rispettare i regolamenti europei».

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