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Sgravi prima casa, strada stretta

del 13/07/2013
di: Debora Alberici
Sgravi prima casa, strada stretta
Il contribuente che trasferisce la residenza nell'abitazione a oltre un anno dall'acquisto non può usufruire delle agevolazioni fiscali sulla prima casa anche se si è stabilito nell'immobile appena finita la ristrutturazione, e quindi non appena disponibile effettivamente. Ribaltando la decisione della Ctr di Bologna, la Corte di cassazione, con la sentenza n. 17249 del 12 luglio 2013, ha accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria. Il Collegio di legittimità ha applicato anche a questo caso il principio per cui secondo il dpr sull'imposta di registro, la fruizione dell'agevolazione fiscale connessa all'acquisto della prima casa postula che, in base alle risultanze anagrafiche, l'acquirente abbia la residenza (o presti attività lavorativa) nel comune in cui e ubicato l'immobile ovvero che si impegni, in seno all'atto d'acquisto, a stabilirla in detto comune entro il termine di 18 mesi. Ma non solo. Ad avviso della Cassazione, la realizzazione dell'impegno di trasferire la residenza, che rappresenta un elemento costitutivo per il conseguimento del beneficio richiesto e solo provvisoriamente concesso dalla legge al momento della registrazione dell'atto, costituisce, quindi, un vero e proprio obbligo del contribuente verso il fisco, nella cui valutazione può solo tenersi conto, proprio perchè non inerente a un suo comportamento, della sopravvenienza di un caso di forza maggiore, e cioè di un ostacolo all'adempimento dell'obbligazione, caratterizzato dalla non imputabilità alla parte obbligata, e dall'inevitabilità ed imprevedibilità dell'evento, circostanza neppure allegata nella specie. Mentre, resta esclusa la rilevanza dei motivi per i quali i contribuenti non hanno fissato la residenza nel comune in cui e ubicato l'immobile acquistato. La Suprema corte ha chiuso definitivamente il sipario sulla vicenda. Infatti, non ritenendo necessari altri accertamenti di fatto ha dato ragione all'amministrazione finanziaria bocciando il ricorso introduttivo del contribuente che ora dovrà versare all'Erario la maggiore imposta di registro. La decisione ha messo tutti d'accordo al Palazzaccio. Infatti, anche la Procura generale aveva chiesto in udienza di accogliere il ricorso presentato dall'Agenzia delle entrate.

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