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Ritenute a tempo indeterminato

del 13/07/2013
di: di Fabrizio G. Poggiani
Ritenute a tempo indeterminato
Niente più scadenza alla dichiarazione sulle ritenute. Infatti, come anticipato dall'Agenzia delle entrate durante la presentazione del programma di semplificazione fiscale, avvenuta lo scorso 3 luglio, la dichiarazione degli agenti e dei rappresentanti di avvalersi di dipendenti e/o terzi, destinata all'applicazione della ritenuta su un ammontare imponibile ridotto delle provvigioni, varrà a tempo indeterminato ovvero fino al venir meno delle condizioni richieste dalla disciplina vigente. Non avrà più, quindi, validità annuale. L'Agenzia ha illustrato inoltre, una serie di novità riguardanti la semplificazione di alcuni adempimenti in capo ai contribuenti, che saranno contenute in un disegno di legge ad hoc e in altri futuri provvedimenti,

Ritenuta provvigioni. Con l'art. 25-bis, dpr 600/1973, il legislatore ha prescritto, in via generale, che i committenti quando corrispondono provvigioni, devono operare una ritenuta a titolo di acconto delle imposte dirette all'atto del pagamento sul 50% dell'ammontare delle provvigioni. Se poi, invece, i percipienti dichiarano ai loro committenti di avvalersi, nell'esercizio della propria attività e in via continuativa di dipendenti o di terzi, la ritenuta deve sempre applicata sul 20% delle provvigioni liquidate.

Detta dichiarazione deve essere inviata dall'agente o rappresentante a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento entro il 31 dicembre di ogni anno e ha validità per l'anno successivo. Il provvedimento di semplificazione prevede, invece, che la dichiarazione non dovrà essere più comunicata ogni anno ma che la stessa, una volta inviata, avrà una validità indeterminata, con la conseguenza che l'agente o rappresentante dovrà soltanto comunicare l'eventuale venir meno della riduzione.

Società tra professionisti. L'art. 10 della legge 183/2011 ha introdotto una nuova disciplina inerente alle «società tra professionisti» (Stp), con le quali si rende possibile esercitare tutte le attività di natura professionale, utilizzando le tipologie societarie indicate, per le attività commerciali o mutualistiche (società personali, di capitali e cooperative).

Il decreto, però, non era entrato nel merito della disciplina tributaria applicabile, lasciando un pericoloso vuoto. I professionisti, infatti, determinano il proprio reddito ai sensi degli artt. 53 e 54, dpr 917/1986 (reddito di lavoro autonomo) applicando il criterio di cassa, mentre le società commerciali e cooperative determinano il proprio reddito ai sensi dell'art. 55 del Tuir (reddito d'impresa), applicando il principio della competenza temporale. Come avviene già per le associazioni professionali, grazie al provvedimento invece, le società tra professionisti realizzeranno, sebbene disciplinate dai sistemi ordinistici, un reddito di lavoro autonomo, attribuito per trasparenza ai soci.

Spese di vitto e alloggio. Per effetto delle disposizioni contenute nell'art. 54 del Tuir, le spese alberghiere e di somministrazione alimenti e bevande, sono integralmente deducibili se sostenute dal committente per conto del professionista, posto l'addebito in fattura da parte di quest'ultimo. Con il provvedimento di semplificazione è previsto che le spese in questione, non configurando più «compensi in natura» per i lavoratori autonomi che ne usufruiscono, non dovranno essere riaddebitate in fattura e, simmetricamente, non potranno essere portate in deduzione, con inevitabili effetti neutrali.

Regimi speciali. Nell'attuale sistema tributario sono presenti numerosi regimi speciali (trasparenza, consolidato, tonnage tax, Irap con applicazione del «metodo di bilancio» e quant'altro) per applicare i quali taluni soggetti passivi, in particolare le società di persone e le imprese individuali, devono esercitare l'opzione trasmettendo, entro un termine prestabilito, una comunicazione specifica all'Agenzia delle entrate. Per tutti i regimi speciali, applicabili mediante opzione del contribuente, è stato previsto che la comunicazione sia eseguita «nella prima dichiarazione dei redditi utile», facendo riferimento, pertanto, a quella presentata per l'anno a partire del quale il regime ha efficacia.

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