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Figli a carico senza scadenza

del 13/07/2013
di: di Antonio Ciccia
Figli a carico senza scadenza
Addio alla potestà genitoriale: nasce la «responsabilità genitoriale», che non scade alla maggiore età. Il diciottesimo anno non è più il termine che segna l'emancipazione dei figli e quindi il venir meno degli obblighi di papà e mamma. Il cambiamento di prospettiva è segnato dal decreto legislativo sulla filiazione, in cui non c'è solo l'equiparazione dei figli nati fuori dal matrimonio ai figli legittimi: il provvedimento da dignità ai nonni, aumenta i carichi per i comuni, disponendo il potere dei giudici di segnalare i casi di abbandono agli enti locali, e impone di ascoltare il minore, senza condizionamenti, in tutti i procedimenti che lo riguardano

Responsabilità non potestà. Il nuovo articolo 316 del codice civile prevede la «responsabilità genitoriale» a carico di entrambi i genitori, da esercitarsi di comune accordo tenendo conto delle capacità, delle inclinazioni naturali e delle aspirazioni del figlio. Si passa dal figlio «soggetto» alla potestà dei genitori fino alla maggiore età alla responsabilità dei genitori verso il figlio, senza limiti di tempo: non più «soggezione» del figlio a un potere-dovere dei genitori, ma assunzione di un obbligo da parte dei genitori.

La modifica sta a significare, spiega la relazione, che i genitori sono vincolati al mantenimento dei figli ben oltre il raggiungimento della maggiore età, fino cioè al raggiungimento dell'indipendenza economica, come ormai pacificamente affermato nel diritto vivente. L'allungamento del periodo di formazione e di studi dilata l'obbligo di mantenimento a carico di papà e mamma: la legge ne prende atto e codifica la nuova realtà.

Nonni. La riforma emancipa anche i nonni, riconoscendo agli ascendenti il diritto di mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni. In base alle nuove norme in caso di ostruzionismo il nonno potrà anche ricorrere al giudice per farsi valere. Spesso un tale diritto è negato, soprattutto nelle crisi familiari. Non a caso con il nuovo articolo 337-ter del codice civile, dedicato ai provvedimenti riguardo ai figli in caso di separazione e divorzio, si ribadisce il diritto al mantenimento di rapporti significativi con i nonni.

Comune avvisato dal giudice. La riforma prevede un flusso di informazioni dal magistrato all'ente locale. Con una integrazione alla legge sulle adozioni (legge 184/1983), si prevede che il giudice segnali ai comuni le situazioni di indigenza di nuclei familiari che richiedono interventi di sostegno per consentire al minore di essere educato nell'ambito della propria famiglia. Lo scopo dell'informativa è garantire la permanenza del minore nel proprio nucleo, anziché intervenire con interventi che tolgono il minore dalla sua famiglia di origine.

Nella relazione al provvedimento si spiega che proprio al fine di far emergere situazioni di disagio economico che, ancora non note ai competenti servizi territoriali, potrebbero emergere nell'ambito di procedimenti giudiziari è previsto che il giudice compia la segnalazione, affinché i competenti servizi, nell'ambito delle proprie competenze e disponibilità finanziarie, si attivino per dare sostegno al nucleo familiare in difficoltà, e arginare possibili fenomeni di abbandono o di degrado sociale.

L'intervento è, dunque, preventivo rispetto all'abbandono e non di ricovero a seguito dell'abbandono: si deve però fare i conti con le ristrettezze finanziarie e con i tagli operati in questi anni nella spesa sociale.

Ascolto. Il minore va ascoltato nel processo in cui si decide della sua sorte. Con il nuovo articolo 336-bis del codice civile si prevede l'ascolto del minore che abbia compiuto dodici anni e anche di età inferiore se capace di discernimento.

Per evitare condizionamenti il decreto legislativo stabilisce che, anche in presenza di un'aula per l'ascolto, i genitori del minore dovranno comunque ottenere l'autorizzazione del giudice per partecipare all'adempimento: la presenza del genitore, al contrario di altri, può condizionare psicologicamente il minore che, sapendo che al di là del vetro, c'è uno o entrambi i genitori, potrebbe perdere spontaneità.

Polizia tributaria tra moglie e marito. Viene inserita nel codice civile la regola sui poteri di indagine su redditi e patrimoni dei genitori ai fini della quantificazione del contributo di mantenimento dei figli: se le informazioni di carattere economico fornite dai genitori non risultino sufficientemente documentate, il giudice disporrà un accertamento della polizia tributaria sui redditi e sui beni oggetto della contestazione, anche se intestati a soggetti diversi.

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