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Il cliente fa la spia al professionista

del 12/07/2013
di: di Debora Alberici
Il cliente fa la spia al professionista
Per il fisco non ci sono più segreti. Infatti, Equitalia può acquisire informazioni dai clienti del professionista, anche senza la sua autorizzazione, per accertare il suo reddito facendo compilare loro un questionario. Non sussiste alcuna violazione della privacy.

È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 17203 dell'11 luglio 2013, ha respinto il ricorso di un consulente del lavoro che aveva lamentato una violazione della privacy da parte del concessionario della riscossione che aveva fatto compilare ai suoi clienti un questionario per risalire al reddito reale del professionista.

Ciò per due ordini di motivi: in primo luogo i dati acquisiti dai clienti non sono dati sensibili. In secondo luogo l'attività dei concessionari della riscossione ha rilevanza pubblica e quindi sbaraglia le barriere costruite dalle norme sulla privacy.

Per la Cassazione, il codice della privacy (d.lgs. 193 del 2003) disciplina in modo diversificato in relazione al tipo di dato il trattamento di dati personali necessario per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, e, ove si tratti di dati sensibili, ossia inerenti la salute e la vita sessuale, richiede, oltre al consenso dell'interessato, la previa autorizzazione del Garante per la protezione dei dati personali, il quale valuta comparativamente il rango del diritto azionato e di quello protetto dalla disciplina». Non è un dato sensibile, ma un mero dato personale, la semplice appartenenza del soggetto chiamato a deporre alla clientela di un professionista, così che non occorre la previa autorizzazione del Garante per il trattamento di tale dato necessario per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria.

Sulla decisione ha pesato in modo rilevante il nuovo articolo 75-bis del d.p.r. 602 del 1973, modificato dalla legge n. 286/2006, secondo cui l'agente della riscossione, prima di procedere ai sensi degli articoli 72 e 72-bis del presente decreto e anche simultaneamente all'adozione delle azioni esecutive e cautelari previste nel presente decreto, può chiedere a soggetti terzi, debitori del soggetto che e iscritto a ruolo o dei coobbligati, di indicare per iscritto, ove possibile in modo dettagliato, le cose e le somme da loro dovute al creditore.

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