Consulenza o Preventivo Gratuito

Fidi bancari, niente tagli netti

del 12/07/2013
di: di Antonio Ciccia
Fidi bancari, niente tagli netti
La banca non può ridurre i fidi senza avviso. Secondo la decisione n. 3105 del 7 giugno 2013 dell'Arbitro bancario e finanziario (Abf), collegio di Milano, la drastica e improvvisa decurtazione degli affidamenti viola la buona fede e la correttezza. Nel caso specifico, una società ha contestato la decisione della banca di chiudere o ridurre drasticamente cinque linee di credito.

Nel caso specifico la banca ha diminuito a 1 euro simbolico la linea di credito anticipi su fatture già concessa fino a 1,5 milioni di euro e ridotto, in misura altrettanto drastica, le aperture di credito su conto corrente.

La società, in alcune segnalazioni alla prefettura, ha ribattuto di non avere mai avuto problemi con la banca e, contestando la sostanziale chiusura delle linee di credito, ha diffidato l'istituto dal procedere a segnalazioni pregiudizievoli.

La banca ha giustificato la propria decisione con il fatto che la società aveva fatto un utilizzo molto limitato delle linee di credito ad essa concesse ed ha sottolineato come la decisione assunta non abbia comportato formalmente la revoca delle linee di credito: in sostanza le linee di credito avrebbero potuto essere aumentate all'occorrenza.

La questione è approdata anche all'Arbitro bancario e finanziario, che ha dato ragione alla società. Vediamo perché.

Per quanto riguarda le linee di credito l'Arbitro bancario ha precisato che, ferma restando la valutazione imprenditoriale della banca in tema di meritevolezza del credito, la condotta di un intermediario in tema di concessione, o revoca, o rinegoziazione del credito è vincolata al rispetto dei principi generali di buona fede e correttezza che deve improntare la condotta della banca nelle relazioni con la propria (anche potenziale) clientela.

Alla luce del principio di correttezza e buona fede, la riduzione dei finanziamenti attuata dalla banca è qualificabile coma una forma di interruzione brutale del credito: le decisioni assunte dalla banca sono in contrasto con il dovere di buona fede.

Nel caso specifico la riduzione degli affidamenti in essere è stata di quasi 4 milioni, mentre l'ammontare degli affidamenti residui è risultato pari a soli 40 mila euro. Inoltre tale riduzione ha avuto effetto immediato a partire dalla data di spedizione delle missive ricordate e senza altra preventiva comunicazione.

La decisione dell'Abf sottolinea che è evidente che un operatore commerciale può essere posto in seria difficoltà da una drastica e repentina riduzione delle elasticità di cassa.

Il fatto che gli affidamenti fossero solo marginalmente utilizzati può attenuare, ma non eliminare l'impatto negativo.

Tra l'altro lo stratagemma della banca di mantenere formalmente in essere i rapporti, pur ridotti alla somma simbolica di 1 euro, anche se magari frutto della buona intenzione di conservare la relazione con il cliente, è risultata quasi una presa in giro.

D'altra parte a giustificare l'operato della banca non c'era nemmeno stata una variazione della situazione economica del cliente. Forse, ed è questa l'ipotesi con cui l'Abf chiude la sua decisione, la banca aveva l'urgenza di eliminare dai propri conti di chiusura annuale gli affidamenti infruttiferi: un interesse proprio anziché una reale motivazione.

Luogo di emissione dell'assegno

Con altra decisione (n. 2977 del 31 maggio 2013) l'Abf, collegio di Milano, ha stabilito che l'indicazione della sigla della provincia nel luogo dell'assegno idoneo ad essere completato con il luogo di emissione, non equivale ad una mancata indicazione del «luogo dove l'assegno bancario è emesso». Quindi il titolo è del tutto regolare e va pagato.

Non si può certo equivocare se si mette la sigla automobilistica sull'assegno: il luogo di emissione è il comune corrispondente a quella sigla. L'Abf ha smentito la banca che sosteneva che la sigla automobilistica, che coincide con la provincia non risponde all'esigenza di individuare se l'assegno sia stato emesso nello stesso comune in cui l'assegno è pagabile oppure in altro comune della medesima provincia La sigla, ha ribattuto l'Abf, è utilizzata non solo nel settore automobilistico, ma anche in quello postale, anagrafico e fiscale, e anzi è di uso comune anche, per indicare la città.

© Riproduzione riservata

vota