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Lotta all'evasione, incassi magri

del 12/07/2013
di: di Roxy Tomasicchio
Lotta all'evasione, incassi magri
In quasi 13 anni, dalla lotta all'evasione, sono rientrati nelle casse dello stato 69,1 miliardi di euro: un bottino modesto rispetto ai ruoli emessi, pari a 807,7 miliardi di euro. Il carico residuo di ruoli ancora da riscuotere, alla data del 30 aprile 2013, è, quindi, di 545,5 miliardi. Una cifra in tal caso teorica in quanto 193,1 miliardi sono oggetto di sgravio totale, 107,2 miliardi interessano soggetti in fallimento e, come tali, difficilmente recuperabili, e 20,8 miliardi sono «sospesi». Infine ammontano a 18,6 miliardi i ruoli in rateazione. Senza trascurare la quota di quanti sono falliti dopo la consegna del ruolo, dei nullatenenti, sui quali Equitalia non può far valere azioni esecutive, dei deceduti o di chi ha attivato la rateazione, ma non sta versando per difficoltà economiche. Oltre a questi c'è poi una percentuale di persone che, attraverso truffe quali le cartiere, per esempio, riesce a sfuggire al recupero.

A fornire l'analisi delle cifre effettivamente riscosse è stato, ieri, il viceministro dell'economia, Luigi Casero, rispondendo a un'interrogazione in commissione finanze della camera presentata dal presidente Daniele Capezzone e dal vicepresidente Enrico Zanetti. Illustrando i numeri trasmessi dal ministero dell'economia, Casero ha spiegato che non tutto il carico dei ruoli può essere effettivamente riscosso.

Per quanto riguarda la quota dei ruoli di competenza dell'Agenzia delle entrate, sulla base della percentuale di svalutazione dei residui attivi iscritti nel bilancio dello stato, al 31 dicembre scorso, la quota di abbattimento ha toccato l'82%. Una percentuale frutto dalla valutazione del «grado di riscossione delle partite, tenendo conto del grado di esigibilità dei residui in funzione delle caratteristiche degli stessi, e cioè se sono riferiti a soggetti falliti o a ruoli per i quali è stata richiesta l'inesigibilità e della vetustà del ruolo».

Al 31 dicembre 2012, ha aggiunto il viceministro, «oltre l'80% del carico residuo era riferibile a debitori iscritti a ruolo per importi complessivamente pari o superiori a 500 mila euro (121.409 soggetti per un carico netto residuo da riscuotere pari a 452 miliardi di euro)». Il che si traduce in ulteriori difficoltà di recupero in quanto somme così elevate presuppongono comunque l'esistenza di patrimoni aggredibili di valore corrispondente o maggiore.

Per quanto riguarda i carichi previdenziali, «l'Inps ha comunicato», ha detto ancora Casero, «di considerare quale quota di presunti crediti inesigibili, rispetto al totale dei crediti da riscuotere, una percentuale pari al 44%».

Tendenzialmente, secondo quanto sostenuto dal viceministro, il dato della riscossione effettiva tende «strutturalmente ad attestarsi intorno al 20%». Tuttavia l'impatto dell'attività di riscossione può essere stimato solo dopo un intervallo di tempo significativo. Di conseguenza, l'andamento delle riscossioni relative agli anni più recenti, oltre a essere influenzato dalla crisi economica, potrà essere valutato solo nei prossimi anni, quando si sarà consolidato. Se così non fosse balzerebbe subito agli occhi il dato ancor più deludente degli ultimi tre anni: su un totale di carico affidato di 81,2 miliardi nel 2010, 82,6 miliardi nel 2011 e 84,3 miliardi nel 2012 lo stato ha riscosso rispettivamente solo 5,6 miliardi, 3,9 miliardi e 2,2 miliardi.

La replica di Zanetti: nessun tesoretto. «Sulla base dei dati forniti da Agenzia delle entrate ed Equitalia, posso stimare che i 545 miliardi di euro di ruoli non ancora riscossi dal 2000 al 2012 produrranno in concreto incassi per complessivi 55 miliardi di qui al 2024. Nessun tesoretto, dunque, e ancora tanto lavoro da fare, anche in termini di corretta informazione, su una riscossione che riesce nell'impresa di essere percepita al contempo feroce e poco efficiente, nonostante i molti interventi di questi anni». Così Zanetti, vicepresidente della commissione finanze della camera e responsabile per fisco e finanze di Scelta Civica, presentatore, insieme a Capezzone, dell'interrogazione al ministero dell'economia sulla riscossione delle somme ricavate dalla lotta all'evasione, che ha aggiunto: «trovo molto significativo il fatto che sui 545 miliardi di ruoli non ancora riscossi ben 452 miliardi (l'80%) sono riferibili ad appena 121.409 grandi debitori iscritti a ruolo per importi complessivamente superiori a 500 mila euro».

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