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Assunzioni, bisogna andare oltre gli incentivi

del 11/07/2013
di: La Redazione
Assunzioni, bisogna andare oltre gli incentivi
«In uno scenario economico recessivo, che trascina con sé oltre 3 milioni di disoccupati e con un debito pubblico che zavorra la ripresa e i consumi interni le parti sociali sono chiamate a dare un importante contributo al Paese». Dopo l'incontro con il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, e le audizioni in Camera e Senato sull'emergenza occupazionale, il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, ha riunito intorno al tavolo i vertici della Confederazione e delle organizzazioni sindacali del settore per mettere a fuoco «Che cosa possono fare le parti sociali per il lavoro». È questo il titolo del seminario confederale che si è tenuto il 5 e 6 luglio a Mogliano Veneto. Una due giorni di lavoro, che ha visto la partecipazione del senatore Giorgio Santini, di Tiziano Treu dell'Università di Pavia, e del politologo Paolo Feltrin, per inquadrare la situazione occupazionale in Italia, valutare le iniziative parlamentari e individuare interventi possibili per uscire dalla crisi. L'impatto è duro: «Non bastano gli incentivi per spingere professionisti e imprese ad assumere: se non riparte l'economia non c'è nuova occupazione» ha esordito il presidente Stella in apertura dei lavori. «La creazione di posti di lavoro non si realizza per decreto, ma solo attraverso interventi strutturali in grado di far ripartire le esportazioni e stimolare i consumi. Oggi l'unico incentivo possibile è dato dalla ripresa». Da una parte i dati drammatici dell'economia reale, dall'altra le ultime misure adottate da governo e parlamento per fronteggiare la crisi occupazionale. Su questi due binari si è dipanata la sessione dedicata al tema del lavoro. «L'Italia sta attraversando la più grave crisi economica dal dopoguerra. La contrazione della ricchezza dura ormai dal 2008 e ad oggi non vi sono chiari segnali di inversione del ciclo economico. In questi sei anni i valori del pil nazionale sono scesi di 9 punti percentuali rispetto al 2007. Solo nel 2014 si stima un ritorno alla crescita del pil», ha spiegato Feltrin. «Il problema che l'Italia affronta oggi sta nella struttura storica del paese: elevato debito pubblico, spinto da una spesa che cresce più del pil». Inevitabili i contraccolpi sul mercato del lavoro. «Tra il 2008 e il 2012 in Italia gli occupati sono diminuiti del 2,2%. Le persone in cerca di occupazione sono salite sopra i 2,7 milioni con un incremento del 62,2%. Solo il massiccio ricorso alla cassa integrazione ha permesso di contenere il calo dell'occupazione. Il punto è che se non riparte l'economia, non ci sono nuovi posti di lavoro e quindi si tratta di capire come distribuire quelli esistenti». Il seminario di Confprofessioni non si è soffermato solo sulle problematiche del lavoro, ma si è proiettato sulle prospettive legate alle nuove tecnologie, all'innovazione e alle declinazioni dell'agenda digitale per i professionisti: tema della seconda giornata di lavori, svolti nella avveniristica cornice di H-Farm, il venture Incubator fondato da Roberto Donadon per favorire lo sviluppo di start up basate su innovativi modelli di business, insieme con Amalia Sartori, presidente Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia dell'Europarlamento e Stefano Micelli, dell'Università Ca' Foscari e Accademia Digitale. «Se per molte professioni il nocciolo dell'attività professionale rimane immutato, cambiano soltanto le modalità operative, in alcuni settori stanno emergendo una serie di professioni con competenze particolarmente spinte» ha detto Stella. «L'aspetto che maggiormente tenderà a caratterizzare le nuove professioni e i nuovi professionisti è l'operare nei due grandi cicli caratterizzanti l'epoca moderna: high tech e high touch, ovvero, il massimo della tecnologia da un lato e il massimo bisogno del contatto dall'altro». Un primo ambito di sviluppo delle nuove professioni è legato all'ambiente, la green economy rappresenta un nuovo mercato. Estremamente importante il rapporto tra sviluppo delle nuove tecnologie e delle nuove professioni anche per la sanità e la salute. I sistemi sanitari devono far fronte a una domanda crescente di forme assistenziali innovative. Infine, altri ambiti ugualmente interessanti sono l'area sociale e quello dei beni attività culturali.
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