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Omesso versamento Iva, reato senza accertamento

del 09/07/2013
di: Debora Alberici
Omesso versamento Iva, reato senza accertamento
Il reato di omesso versamento dell'Iva si consuma anche senza la notifica dell'accertamento fiscale. È infatti sufficiente che il contribuente abbia lasciato spirare il termine ultimo per saldare il debito con l'Erario e cioè quello per il versamento dell'acconto relativo al periodo di imposta successivo. Lo dice la Cassazione che, con sentenza 28945 dell'8/7/2013, ha confermato un sequestro finalizzato alla confisca a carico di un evasore ancor prima che avesse ricevuto l'atto impositivo. La difesa aveva contestato la misura ablativa sulla base del fatto che l'imprenditore non aveva mai ricevuto avviso di accertamento da parte dell'ufficio Iva di Salerno. La tesi non aveva convinto né il Gip che per primo ha confermato il sequestro né il tribunale del riesame. Inutile il ricorso in Cassazione dove la III sezione penale lo ha reso definitivo. I Supremi giudici hanno chiarito che «ai fini del reato di cui all'art. 10-ter, dlgs 74/00, non è affatto richiesta la notifica dell'avviso di accertamento dell'infrazione in quanto il reato di omesso versamento dell'Iva si consuma nel momento in cui scade il termine previsto dalla legge per il versamento dell'acconto relativo al periodo di imposta successivo». Ma non è tutto: la sentenza contiene inoltre un altro interessante chiarimento. Infatti la confisca può colpire beni dell'imprenditore, anche acquistati, come in questo caso, molti anni prima, in concorrenza con quelli della società qualora questi ultimi siano insufficienti.

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