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Fisco, sequestri dei beni senza limiti

del 09/07/2013
di: di Debora Alberici
Fisco, sequestri dei beni senza limiti
I beni del presunto evasore fiscale possono essere oggetto di sequestro per equivalente anche se sono intestati a stretti familiari e quindi tanto in caso di interposizione fittizia quanto in caso di interposizione reale. Ai fini della misura è quindi necessario solo il legame fiduciario fra i proprietari delle quote sociali e l'indagato che, di fatto, ne conserva la gestione. È quanto affermato dalla Corte di cassazione con la sentenza n. 28913 dell'8 luglio 2013.

Il caso. La vicenda riguarda un piccolo imprenditore romano. L'uomo era stato indagato per dichiarazione infedele e indebita compensazione fiscale. Per questo le autorità avevano spiccato un sequestro per equivalente sulle quote societarie, in parte intestate ai figli (mediante un valido atto di donazione) e in parte intestate a compagna e fratelli.

Contro il provvedimento l'uomo ha presentato ricorso di fronte al Tribunale del Riesame della Capitale ma senza successo. Quindi ha depositato il gravame al Palazzaccio ma, ancora una volta, senza successo. Per la terza sezione civile il sequestro finalizzato alla confisca è più che legittimo. Inutile per la difesa sostenere di fronte al Supremo Collegio che l'intestazione dei beni ai familiari era reale e non fittizia. Per il Collegio, infatti, al di là di questo è fondamentale che tutti i beni rimangano nella disponibilità dell'indagato.

Le motivazioni. Aderendo alle conclusioni presentate in udienza della Procura generale, la terza sezione penale ha spiegato che la tesi della difesa è scorretta laddove lamenta che la decisione del Tribunale, in ordine alla interposizione fittizia, non ha ragion d'essere: ciò in quanto accanto a tale peculiare figura (che dà luogo a un negozio relativamente simulato sotto il profilo soggettivo i cui effetti solo apparentemente si spiegano fra dante causa ed interposto) si colloca quella, considerata dal Tribunale, della cosiddetta «interposizione reale» (anche questa idonea a giustificare l'adozione della misura cautelare reale), la quale ricorre ogni qualvolta l'interponente trasferisca o intesti, come in questo caso, alcuni beni (parte di quote sociali) all'interposto, ma con l'accordo fiduciario sottostante che detti beni saranno detenuti, gestiti o amministrati nell'interesse del dominus e secondo le sue direttive. In altre parole, ai fini dell'individuazione dei beni assoggettabili al sequestro preventivo finalizzato alla confisca «per equivalente», non soltanto vengono in rilievo i casi in cui l'intestazione in capo all'interposto sia solo apparente (interposizione fittizia), ma anche le ipotesi in cui, pur essendo l'interposto l'effettivo titolare «erga omnes», si riscontri un rapporto fiduciario che vincoli il soggetto interposto al soggetto interponente.

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