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Aiuti agli agriturismi fuori dall'imponibile

del 05/07/2013
di: di Benito Fuoco e Nicola Fuoco
Aiuti agli agriturismi fuori dall'imponibile
Per le attività agrituristiche, i contributi in conto impianti non generano né sopravvenienze attive né ricavi ma devono essere ripartiti in base alla vita utile del bene per il quale sono stati concessi, rettificando in diminuzione i costi secondo il minor ammortamento. In sostanza restano fuori dall'imponibile. È quanto ha stabilito la sezione quindicesima della Commissione tributaria regionale di Milano nella sentenza n. 61/15/2013 depositata in segreteria il 27 maggio scorso. La vertenza trae origini da un avviso di accertamento spiccato dalle entrate di Pavia che intendevano ricondurre a tassazione contributi regionali ricevuti da una attività agrituristica per l'anno 2005. I giudici regionali lombardi raggiungono le conclusioni dopo aver verificato le disposizioni normative e la prassi sul punto specifico. Ai sensi dell'articolo 88, comma 3, lettera b) del Tuir, si considerano sopravvenienze attive «i proventi in denaro o in natura conseguiti a titolo di contributo o di liberalità, esclusi i contributi di cui alle lettere g) e h) del comma 1 dell'art. 85 e quelli per l'acquisto di beni ammortizzabili indipendentemente dal tipo di finanziamento adottato. Tali proventi concorrono a formare il reddito nell'esercizio in cui sono stati incassati o in quote costanti nell'esercizio in cui sono stati incassati e nei successivi ma non oltre il quarto». Questi stessi contributi, prima dell'entrata in vigore delle disposizioni recate dall'articolo 21, comma 4, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, potevano essere accantonati nella misura del 50% in una riserva in sospensione di imposta da tassare al momento dell'utilizzo, se avveniva per scopi diversi dalla copertura di perdite di esercizio. In particolare il collegio, rileva le disposizioni contenute nella risoluzione n. 2/E del 22 gennaio 2010 che, testualmente, recita «Occorre osservare che prima delle modifiche apportate dalla citata legge n. 449 del 1997, i contributi concessi specificamente in relazione all'acquisto di beni ammortizzabili erano assoggettati alla stessa disciplina fiscale dei contributi in conto capitale. A partire dal 1°gennaio 1998, invece, i cosiddetti «contributi in conto impianti» non generano né sopravvenienze attive né ricavi bensì rilevano in diminuzione del costo fiscalmente riconosciuto del cespite cui afferiscono». Ciò significa che, per effetto delle modifiche intervenute, i contributi in conto impianti non assumono più autonoma rilevanza fiscale ma devono essere ripartiti in base alla vita utile del bene per il quale sono stati concessi, rettificando in diminuzione i costi secondo il minor ammortamento.
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