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Gardini denuncia le finte coop

del 04/07/2013
di: di Giusy Pascucci
Gardini denuncia le finte coop
«Il modello cooperativo ha dimostrato vitalità e solidità nella missione di valorizzare i conferimenti dei produttori-soci sui mercati nazionali ed esteri. Il paese ha bisogno di più processi virtuosi e che portino valore aggiunto e cooperazione. La cooperazione che va premiata e riconosciuta però deve essere quella vera, che sia tale nel rapporto con i soci, con i sindacati, con le istituzioni e non perché si chiami solo coop.» Alla presentazione, a Roma, dell'ultimo Rapporto dell'Osservatorio sulla Cooperazione agricola, istituito dal ministero delle politiche agricole e di cui fanno parte le cinque organizzazioni nazionali di rappresentanza Agci-Agrital, Fedagri-Confcooperative, Legacoop Agroalimentare, Unci e Unicoop, il presidente di Fedagri Maurizio Gardini, mentre ha elogiato i risultati ottenuti dal settore, non ha risparmiato le critiche alla politica e al sistema messo in piedi da Coldiretti con la sesta centrale cooperativa Uecoop. «Ottocento cooperative su 3.500 hanno la doppia adesione, ma 500 non presentano i bilanci da anni e non svolgono vera attività cooperativa. Questa non è cooperazione e la lasciamo a Uecoop» ha detto. «Il paese non ha bisogno di questo e non ha bisogno neanche dei politici che fanno la processione per dire che rappresentano la svolta epocale». Una frecciata poi all'efficienza della burocrazia, a senso unico. «In tre giorni la pubblica amministrazione è stata in grado di convalidare il riconoscimento di 3 mila coop per consentire la nascita di una nuova centrale, con uno zelo assolutamente inedito. Faccia lo stesso per la revisione delle cooperative spurie, che non rispettano i contratti di lavoro e favoriscono il lavoro nero con tagli del 25-30% sulle retribuzioni contrattuali invece di limitarsi a revisionarne solo il 10%. Abbiamo chiesto più volte interventi in questa direzione». E sui Consorzi Agrari ha sostenuto: «Sono stati riconosciuti con una legge speciale che a noi cooperative è stata negata. Non era un legge fatta per un modello, ma per chi si è impossessato dei Consorzi Agrari. E allora invito a verificare dove vanno a finire i fondi e il patrimonio immobiliare conferito al fondo Agris? C'è molta opacità e non è possibile verificare chi e cosa c'è dietro».
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