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Patentino per certificare la nuova Ape

del 29/06/2013
di: di Cinzia De Stefanis
Patentino per certificare la nuova Ape
Definiti i criteri di accreditamento e i requisiti professionali per i tecnici della certificazione energetica degli edifici. Dal 12 luglio prossimo, i tecnici dovranno frequentare specifici corsi di formazione per la certificazione energetica della durata minima di 64 ore, al fine di ottenere un attestato di frequenza. E solo costoro potranno rilasciare il nuovo attestato di prestazione energetica (Ape), che sostituisce il vecchio Attestato di certificazione energetica (Ace), in base a quanto previsto dal dl 63/2013 (da ultimo si veda ItaliaOggi di ieri). I corsi saranno tenuti, a livello nazionale, da università, enti di ricerca, ordini e collegi professionali, a livello regionale dalle regioni e province autonome e da altri soggetti autorizzati dalle regioni. Questo è quanto prevede il dpr 16 aprile 2013 n. 75 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 27 giugno 2103 n. 149. Il regolamento è composto di 7 articoli e di un allegato, entrerà in vigore il prossimo 12 luglio. Il regolamento - emanato ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera c), del dlgs 192/2005 - consentirà di svolgere l'attività di certificazione energetica ai seguenti soggetti : i tecnici abilitati, sia dipendenti di enti pubblici o di società di servizi pubbliche o private che liberi professionisti, in possesso di almeno uno dei seguenti titoli: laurea in architettura, ingegneria, agraria, scienze forestali, diploma di perito industriale, geometra, perito agrario; gli enti pubblici o gli organismi di diritto pubblico accreditati che svolgono attività di ispezione del settore edile e degli impianti; le società di servizi energetica (ESCo). I tecnici dovranno partecipare a specifici corsi di formazione, i cui contenuti minimi sono illustrati nell'allegato 1 al dpr n. 75/2013. Non sono tenuti a partecipare ai corsi di formazione i tecnici iscritti al proprio albo o collegio e in possesso di abilitazione professionale relativa alla progettazione di edifici e impianti asserviti agli edifici stessi, nell'ambito delle specifiche competenze a esso attribuite dalla legislazione vigente. Nel caso in cui il tecnico non abbia le competenze in tutti i campi (progettazione di edifici e impianti) deve operare in collaborazione con un altro tecnico abilitato, in modo tale che il gruppo di lavoro così costituito abbia tutti le professionalità richieste. Per assicurare la loro indipendenza, i certificatori dovranno dichiarare l'assenza di conflitto di interessi con i progettisti, i costruttori e i produttori di materiali coinvolti nella costruzione/ristrutturazione dell'edificio certificato. Il regolamento si applicherà nelle Regioni e Province autonome che non hanno una propria disciplina in materia di qualificazione dei certificatori energetici, e comunque fino all'entrata in vigore delle norme regionali. Le Regioni e Province autonome che invece hanno già legiferato su questo tema devono adeguare la propria normativa per renderla coerente con quella la legislazione nazionale. L'emanazione del regolamento è funzionale alla piena attuazione della direttiva 2002/91/Ce, e in particolare dell'articolo 7, e che, in proposito, la Commissione europea già il 18 ottobre 2006 ha avviato la procedura di messa in mora nei confronti dell'Italia, ai sensi dell'articolo 226 del Trattato Ce (procedura di infrazione 2006/2378).
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