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Furbetti Isee sotto scacco Parte la banca dati Inps

del 29/06/2013
di: di Beatrice Migliorini
Furbetti Isee sotto scacco Parte la banca dati Inps
Via libera alla banca dati dell'Inps sulle prestazioni sociali agevolate. I furbetti dell'Isee non avranno quindi vita facile. È questo uno degli effetti della pubblicazione, sulla Gazzetta Ufficiale n. 149 del 27 giugno, del decreto 8 marzo 2013, recante norme sulla definizione delle modalità di rafforzamento del sistema dei controlli dell'Indicatore della situazione economica equivalente.

Il decreto conferma, quindi, quanto i ministeri del lavoro e dell'economia avevano stabilito alla metà di marzo (si veda ItaliaOggi del 29 marzo 2013). Al fine di incrementare i controlli e limitare quanto più possibile l'abuso dello strumento Isee per fini elusivi, il testo normativo stabilisce, infatti, che debbano essere raccolte, ad opera dell'Inps, tutte le informazioni relative alla tipologia, alle caratteristiche e al valore economico delle prestazioni sociali agevolate erogate, oltre che i dati identificativi sia dell'ente erogatore, sia del beneficiario.

Dati, questi, che dovranno confluire all'interno di uno specifico archivio a cui potranno avere accesso anche l'Agenzia delle entrate e la Guardia di finanza. Il tutto per agevolare lo svolgimento dei controlli sull'Isee, tramite l'incrocio dei dati in possesso dell'amministrazione finanziaria grazie all'avvio dell'anagrafe tributaria, e quelli in possesso dell'Inps.

Nel caso in cui le verifiche incrociate rilevino l'esistenza di un maggior reddito o facciano emergere comunque una discordanza tra il reddito dichiarato ai fini fiscali con altri elementi patrimoniali contenuti nell'Isee, il sistema creato permetterà di calcolare automaticamente un nuovo valore Isee da attribuire al contribuente. In questo caso, il nuovo valore Isee è comunicato dall'Inps all'ente erogatore della prestazione sociale agevolata a cui, a sua volta, spetterà il compito di verificare che effettivamente il contribuente avesse il diritto di poter usufruire o meno di quella prestazione.

A contribuire alla raccolta dei dati, anche gli enti locali e territoriali.

«Questi», stabilisce l'art. 5 del decreto, «eseguono la raccolta, l'elaborazione e lo scambio di dati, con riferimento al proprio ambito territoriale di azione, attivando le procedure di integrazione delle informazioni provenienti da diverse fonti amministrative». Se da un lato gli enti potranno incrementare la mole di informazioni all'interno della banca dati, dall'altro lato, però, non potranno usufruire delle informazioni già inserite dall'Inps o dalle Entrate, se non in forma aggregata e anonima, per svolgere attività di programmazione per le politiche sociali e di monitoraggio sul territorio.

Sempre in materia privacy, sia all'Inps che all'amministrazione finanziaria, è attribuito inoltre il compito di agire in modo complementare con l'ente erogatore della prestazione sociale agevolata, al fine di garantire il rispetto dei principi vigenti in materia di trattamento dei dati personali (art. 5), tramite la gestione dell'apparato tecnico e informatico.

Proprio il problema relativo al rispetto della privacy ha fatto sì che il testo, durante la sua fase embrionale, fosse sottoposto al vaglio del Garante, che alla fine del gennaio scorso ha però espresso parere positivo.

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