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Mercato del lavoro, stessi problemi e disagi

del 27/06/2013
di: Angela Altavilla consulente del Lavoro e collaboratrice Fismic
Mercato del lavoro, stessi problemi e disagi
La prudenza sembra essere l'unica fonte da cui attinge il governo Letta, non parliamo poi di attingere nuove idee, nuove funzioni o nuove direttive concrete per il rilancio del mercato del lavoro.

Lo stato attuale dei fatti ci induce a non avere fiducia, neanche di questo governo, e inevitabilmente sembriamo destinati a essere sottomessi a un ciclo senza fine di inutili promesse.

Ormai siamo tutti abbastanza stanchi dell'andamento generale delle cose, arrivati quasi al limite del sopportabile e questo è il momento di decidere se le cose si fanno oppure no. Non credo sia possibile per molti precari o disoccupati lasciar passare un altro governo senza che si risolvano le problematiche reali. C'è da chiedersi se le persone al governo siano mai state a contatto con quelli effettivamente provati dalla crisi o se hanno mai tentato di mettersi nei loro panni. Se così fosse stato, la parola prudenza sarebbe l'ultima della lista, perché la prima sarebbe intraprendenza, seguita dalla concretezza di idee.

L'ambiente sembra d'un tratto essere l'elemento più importante del momento, elemento purtroppo finora quasi del tutto trascurato, ma pur di spostare la concentrazione altrove, bisogna far apparire tutto più urgente.

Questo è il quadro odierno della nostra politica e non ci sarebbe da meravigliarsi se si dovesse di nuovo discutere la fiducia al governo.

Ci ritroviamo la riforma Fornero come un fardello da trascinarci dietro. Regna una gran confusione di idee questa è la verità, non c'è il coraggio adeguato per prendere in mano le redini della situazione e guidare il paese verso nuovi orizzonti. Si ha troppa paura di muoversi nelle riforme contro l'uno o contro l'altro solo perché non c'è il tempo necessario per poter studiare veramente a fondo in che modo le classi più abbienti ci rimetterebbero. Grave macigno per Letta, che finora pensava di essere il cavaliere senza paura, la realtà gli ha creato più problemi di quelli immaginati.

Da mesi si discute e si accenna a diversi argomenti sul lavoro, per gli esodati a quanto pare un minimo di chiarezza c'è stato. I maggiori problemi però sono ancora chiusi come scheletri nell'armadio.

La riforma Fornero sembra essere stata causa di una maggiore di disoccupazione,, così ha affermato pochi giorni fa Maurizio Sacconi, ex ministro del lavoro e ora presidente della commissione lavoro del senato: «Per ridurre la disoccupazione giovanile serve innanzitutto la modifica della legge Fornero sulla riforma lavoro 2013. Si tratta di interventi che non costano e possono dare una rapida efficacia perché liberano la propensione ad assumere che è stata mortificata da una normativa rigida per quanto riguarda le tipologie contrattuali diverse dal contratto a tempo indeterminato».

La staffetta generazionale di cui tanto si è discusso dopo poche settimane già aleggia come uno dei peggiori incentivi all'occupazione, il turnover non può funzionare perché c'è bisogno di posti fissi e ci sono 1,7 milioni di posti di lavoro da coprire.

Gli incentivi per le nuove assunzioni di giovani e di donne di qualsiasi età, al 31 marzo di quest'anno non hanno avuto il risultato atteso.

Insomma, siamo ancora fermi allo stesso punto, stessi problemi, stessi disagi, presenti anche prima del governo Letta.

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