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Una lista di stato sugli aiuti Pac esclusivi

del 25/06/2013
di: da Bruxelles Angelo Di Mambro
Una lista di stato sugli aiuti Pac esclusivi
Aiuti Pac solo all'agricoltore attivo. Che sarà definito anche in base a una lista per esclusione decisa a livello europeo. Ma che gli Stati membri potranno aggiornare secondo le esigenze nazionali. Niente quote d'urgenza per il latte nelle crisi di mercato, ma stoccaggio privato per i formaggi stagionati. Via le quote zucchero dal 2017. E un nuovo sistema di autorizzazione all'impianto di vigneti dal 2016. Sono questi solo alcuni dei compromessi sulla riforma della politica agricola comune, a cui stanno lavorando le istituzioni europee. Da questi e altri punti si riparte per l'ultimo miglio di una riforma all'ultimo respiro, che sarà in sospeso fino a tutta la giornata di domani, quando si terrà l'ultimo incontro tra le istituzioni Ue, seguito, nel pomeriggio, da dibattito e voto in Commissione agricoltura del Parlamento. Un'approvazione oltre il 30 giugno, è la considerazione unanime, sarebbe impossibile. Se in passato il metodo della riforma era chiudere in una stanza commissario e ministri fino a che non raggiungevano un accordo, ora i nuovi poteri del Parlamento hanno cambiato le regole del gioco. Ieri il presidente di turno del consiglio agricoltura Simon Coveney ha illustrato le proposte con cui sta cercando di smussare le differenze tra paesi e istituzioni ai colleghi ministri. Quindi sono iniziati i dialoghi con parlamento e commissione, quattro in parallelo. Il secondo round dei colloqui è durato fino alla tarda serata di ieri. Secondo programma, oggi il Consiglio dovrebbe avere un nuovo mandato negoziale che dovrà ancora una volta confrontare, domani, con il Parlamento e la Commissione. Sono diversi i capitoli su cui ancora manca l'accordo:

- La convergenza interna, cioè il passaggio al criterio per ettaro di distribuzione degli aiuti diretti agli agricoltori, il cui impatto preoccupa Italia, Francia e Spagna, che temono una redistribuzione degli aiuti tra gli agricoltori dagli effetti nefasti. Si guarda al sistema proposto dal Parlamento, che fissa un limite massimo alle perdite degli aiuti al 30% nel 2019. La commissione vuole che sia realizzata almeno al 75% del pagamento medio per ettaro, Roma e Parigi vogliono più flessibilità.

- Sull'obbligatorietà per gli aiuti ai giovani agricoltori nel pilastro dei pagamenti diretti, il compromesso trovato dalla presidenza non piace ai diretti interessati ma potrebbe essere l'unico possibile: obbligatorietà dell'aiuto, con scelta agli Stati se utilizzare i fondi dei pagamenti diretti o dello sviluppo rurale.

- Due elementi che potrebbero servire a mitigare l'impatto della convergenza sono l'aiuto accoppiato alla produzione, sulla percentuale del quale si cerca un accordo, e il pagamento redistributivo, proposta francese per un aiuto supplementare sui primi 30 ettari o più, secondo la dimensione media nazionale.

- Tutti sono d'accordo sulla componente verde (greening) che aggancerà l'erogazione del 30% della quota nazionale dei pagamenti diretti al rispetto di pratiche agronomiche eco-friendly da parte degli agricoltori. In linea generale si avanza verso un sistema basato su tre criteri fondamentali più alcune pratiche equivalenti. Lo scoglio dell'eventuale doppio pagamento per le prestazioni di tipo ambientale, già fornite nello sviluppo rurale sembra oggi superabile. Si discute sui dettagli, che però su questo capitolo sono quanto mai essenziali.

- Per le misure di gestione dei mercati l'attenzione di tutti è su latte, zucchero e vino. Nel primo settore è più che probabile che il sistema di quote di emergenza proposto dal Parlamento venga accantonato, e che i formaggi Dop e Igp siano ammessi all'aiuto all'ammasso privato. Si discute della data di dismissione per le quote zucchero con la presidenza che propone il 2017 e per l'entrata in vigore del nuovo sistema di autorizzazioni che sostituirà i diritti di impianto dei vigneti (dal 2016).

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